Henrikas Adomavičius, dai pali del Fortūna a quelli dell’Inter: “Voglio arrivare in alto” | OneFootball

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·11 aprile 2026

Henrikas Adomavičius, dai pali del Fortūna a quelli dell’Inter: “Voglio arrivare in alto”

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Esiste un ruolo, nel calcio, che non è mai soltanto un ruolo. È una posizione del corpo, certo, ma prima ancora è una postura dell’anima. È l’ultimo, sì, ma anche il primo. E dentro questa dimensione sospesa si muove Henrikas Adomavičius, portiere lituano classe 2009 dell’Inter Under 18.

Un ragazzo che arriva da lontano, geograficamente e calcisticamente, ma che ha già imparato una cosa che non si insegna: stare dentro il silenzio prima dell’impatto.


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Numeri alla mano, il suo percorso nerazzurro racconta una crescita costante: 18 presenze e 1.541 minuti con l’Under 18, più una presenza con l’Under 17 (90 minuti, Inter-Südtirol 1-0 del 17 settembre) e anche il passo dentro il calcio europeo, in Youth League, subentrando a freddo, a causa dell’espulsione di Carlo Galliera, al 7’ (Atlético Madrid-Inter 4-1, 26 novembre). Ma i numeri, nel suo caso, sono solo la superficie di un percorso più profondo.

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Henrikas Adomavičius, portiere classe 2009 dell'Inter Under 18, protagonista di 7 clean sheet in 18 presenze

In Under 18 ha collezionato anche 7 clean sheet in 18 partite, a conferma della sua crescita e della solidità del reparto (appena 30 gol subiti, miglior difesa del campionato).

Per capire Henrikas bisogna tornare all’origine. A quando il calcio è una cosa semplice, quasi istintiva. “Ho iniziato a giocare a 4 anni”, racconta. FM Fortūna, poi FM Olimpas, sei anni di formazione, e infine a 12 anni l’approdo all’FK Kauno Žalgiris. Un viaggio che non ha scorciatoie, ma radici.

E la porta? Non era un destino scritto. È una scoperta. “Mia madre mi portò a un allenamento. Mi piacque subito. Poi mi misero in porta e da quel momento non sono più uscito da lì”. È così che nascono i portieri veri: per scelta del caso, e per fedeltà alla sensazione.

Dentro di lui convivono due immagini guida. Da una parte Manuel Neuer, il prototipo del portiere totale, leader e gioco alto, quasi un difensore aggiunto con i guanti. Dall’altra Yann Sommer, la sintesi della reattività, della carriera costruita senza rumore, con pulizia e istinto. Due mondi che Henrikas prova a tenere insieme, come se la porta fosse un equilibrio tra caos e controllo. “Voglio giocare al più alto livello possibile. E dopo la carriera mi piacerebbe diventare allenatore dei portieri”.

C’è già una visione del futuro, come se ogni parata fosse anche una lezione per ciò che verrà dopo. Poi c’è l’oggi. Il lavoro quotidiano. La ripetizione che diventa identità. “Do sempre il massimo in allenamento e in partita. Sono contento che le statistiche parlino per me, ma il merito è anche della difesa che ho davanti”. È la frase che separa il talento dall’ego: riconoscere il sistema, non solo il singolo gesto.

Fuori dal campo, Henrikas è figlio e fratello. Papà Šarūnas, mamma Sigita e la sorella Eva. E un contesto familiare che si allarga, fino agli zii paterni Aurimas e Ieva. Una genealogia che racconta appartenenza, prima ancora che ambizione.

E poi c’è il cuore dell’idea: “Vincere il campionato con la squadra”. Non un traguardo individuale, ma collettivo. Perché il portiere, alla fine, non appartiene mai solo a sé stesso: appartiene sempre al risultato degli altri.

E allora Henrikas Adomavičius è questo: un ragazzo che ha scelto la porta senza sapere che la porta avrebbe scelto lui. Un corpo giovane dentro una responsabilità antica. E in mezzo, quel momento preciso in cui il pallone parte… e tutto il resto sparisce.

STORIAHenrikas Adomavičius è nato il 2 gennaio 2009 a Kaunas, in Lituania, da papà Šarūnas e mamma Sigita. Inizia a giocare a calcio all’età di quattro anni nell’FM Fortūna, dove rimane per due stagioni, prima di passare all’FM Olimpas. A 12 anni si trasferisce all’FK Kauno Žalgiris.

La scorsa estate entra a far parte del vivaio dell’Inter, con cui ha collezionato complessivamente 8 clean sheet e 20 presenze: 18 con l’Under 18 di Simone Fautario (1.541 minuti giocati), una con l’Under 17 di Samir Handanovič (90 minuti giocati) e una in Youth League con l’Under 19 (83 minuti giocati).

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