Hojlund si racconta: «Continuerò a dare il massimo. Conte? Mentalmente fortissimo. Sono affascinato dalla sua mentalità. L’obiettivo…» | OneFootball

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·19 febbraio 2026

Hojlund si racconta: «Continuerò a dare il massimo. Conte? Mentalmente fortissimo. Sono affascinato dalla sua mentalità. L’obiettivo…»

Immagine dell'articolo:Hojlund si racconta: «Continuerò a dare il massimo. Conte? Mentalmente fortissimo. Sono affascinato dalla sua mentalità. L’obiettivo…»

Hojlund: «Continuerò a dare il massimo. Conte? Mentalmente fortissimo. L’obiettivo stagionale sarà…»

Rasmus Højlund è uno dei grandi protagonisti della sua prima stagione al Napoli. Arrivato dopo l’infortunio di Lukaku in pre-campionato, il danese ha già messo a segno 12 gol tra tutte le competizioni, diventando un punto fermo dei campioni d’Italia. Un impatto che lo stesso ex Manchester United ha commentato ai microfoni de Il Mattino.


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PAROLE – «Credo che stia andando tutto come era nelle previsioni, che la mia sia una buona stagione. Ho giocato parecchie partite, sono stato coinvolto in molti gol eaiutato la squadra in ogni aspetto possibile. Mancano due mesi e mezzo e tredici partite al termine del campionato e continuerò a dare il massimo per aiutare la squadra a raggiungere il traguardo più alto possibile»

CONTE – «Ho ancora tante cose da imparare e sono certo che Conte è l’allenatore giusto per farmi crescere in tanti aspetti. Come è già successo. È vero, rispetto al Rasmus di agosto sono un calciatore diverso, sto ancora migliorando e, anche se non sono giovanissimo, sono sicuro di avere ancora molti margini. Io ascolto Conte, lavoro tanto con lui in allenamento. Mentalmente fortissimo. Sono affascinato dalla sua mentalità: è appassionato, feroce. Ed è un vincente. Anzi: un serial winner, un vincitore seriale. E se non vince lo capiamo subito che non abbiamo vinto…»

OBIETTIVO CHAMPIONS – «È importante per noi come squadra e sotto l’aspetto finanziario per la nostra società. Ma sappiamo anche che i tifosi sognano di tornare a giocare quella competizione. Sconfitta? Ci siamo rimasti male, ma non è stato uno choc, almeno io non lo penso. Perché stavamo attraversando un periodo di difficoltà, dovevamo lottare contro gli infortuni e scendendo in campo ogni 3 giorni. Una esperienza unica nella mia vita: non credo di aver mai giocato 9 volte in 27 giorni. Eppure vengo dalla Premier dove si gioca a un ritmo altissimo»

ATTACCANTI SERIE A – «Facile dire che il mio preferito è Lukaku, l’ho detto molte volte e non vedo l’ora che torni in campo. Ma penso che David ora stia facendo bene. Poi c’è Lautaro che segna sempre molti gol da molti anni. Domenica ho visto da vicino Malen contro di noi ed è un attaccante particolare, con caratteristiche diverse rispetto alle mie ma è veramente forte»

ARBITRI – «Non è facile fare l’arbitro e stare al Var. Bisogna affrontare le cose con maggiore serenità: io dico che il calcio è come la vita dove si può sbagliare. Ma spero che da qui alla fine sbaglino meno quando ci sto di mezzo io»

ATALANTA – «Ho imparato molto e sono più maturo. Sono più forte fisicamente e il modo in cui gioco è migliorato tanto. Quando ero a Bergamo, ero impaziente, volevo ottenere tutto velocemente. Pressavo tutto il tempo, come se non avessi una seconda possibilità. Ora gestisco meglio le mie energie, Conte mi guida con costanza. Presso sempre forte perché è quello che mi chiede il mister, ma cerco di conservare energie per usarle al momento opportuno»

INFORTUNI IN STAGIONE – «Chi può dire dove saremmo senza infortuni? Ma abbiamo dimostrato di avere comunque molti giocatori all’altezza. Per esempio Vergara, che è una scoperta degli ultimi tempi ma sta facendo molto bene. Ci sono aspetti positivi e negativi: per esempio mi sarebbe piaciuto molto giocare con De Bruyne tutta la stagione, ma il calcio funziona così. Non si può programmare qualcosa prima dell’inizio della stagione. Non posso dirvi dove saremmo ma avrebbe aiutato la squadra avere avuto tutti in salute: ma non so se saremmo ora più vicini all’Inter o tra le sedici migliori d’Europa»

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