Calcio e Finanza
·8 aprile 2026
Hospitality e non solo: come il PSG incassa 7 milioni a partita con uno stadio da 48mila posti

In partnership with
Yahoo sportsCalcio e Finanza
·8 aprile 2026

In queste settimane il dossier stadio per il Paris Saint-Germain è tornato a scaldarsi, soprattutto dopo le elezioni comunali di Parigi che hanno visto vincitore il candidato socialista Emmanuel Grégoire. Il nuovo sindaco infatti si è sempre detto favorevole a imbastire una discussione con il club parigino in merito a una possibile cessione del Parco dei Principi, al contrario di Anne Hidalgo, che lo ha preceduto in qualità di primo cittadino.
Le discussioni con Hidalgo, particolarmente raffreddate negli ultimi mesi, erano nate dalla possibilità per la società di avere un impianto che garantisse una capienza nettamente superiore rispetto a quella attuale, pari a 48mila persone. Un impianto che, nonostante la capienza ridotta rispetto ad altri impianti europei, permette al PSG di incassare cifre decisamente corpose, in particolare dai 4.500/5.000 posti dell’area hospitality, che generano i maggiori incassi da stadio per il club.
Se da una parte, come riporta il quotidiano francese L’Equipe, il PSG ha portato avanti una politica calmierata per i prezzi degli abbonamenti in curva, che si assestano da anni intorno ai 500 euro, la società ha saputo sfruttare al massimo i ricavi derivanti dalle 70 aree hospitality attualmente concepite all’interno del Parco dei Principi. Si va da sale per gruppi fino a 680 posti, che prevedono un servizio completo al prezzo di 360 euro a partita, mentre l’abbonamento costa 5.750 euro. Una cifra che sale in base ai servizi opzionali che si possono aggiungere, oltre che al posto in tribuna, fino ad arrivare a costare diverse centinaia di migliaia di euro per un palco stagionale.
Si passa poi alle logge private, previste in tre formati diversi (12, 15 o 20 posti), che la fanno da padrone fra le grandi aziende che le usano per le pubbliche relazioni invitando collaboratori e clienti. Il club non comunica il loro prezzo, spiegando che varia in base alla superficie e ai servizi (catering, gadget e altro). Ma bisogna prevedere diverse centinaia di migliaia di euro per avere queste logge private per l’intera stagione, e il conto può arrivare anche fino a 400.000 euro.
Sulla base delle diverse opzioni, il PSG è riuscito a incassare la scorsa stagione 175 milioni di euro dai ricavi matchday, su un fatturato totale di 837 milioni. Un vero record per il club della capitale francese. Si tratta di un ricavo medio a partita di 6,7 milioni. Un dato che piazza la società presieduta da Nasser Al Khelaifi al secondo posto dietro esclusivamente al Real Madrid, che incassa 7,9 milioni di euro a partita grazie al nuovissimo Santiago Bernabeu. Dietro ai parigini ci sono, invece, Arsenal (6,1 milioni), Bayern Monaco (5,9 milioni) e Barcellona (5,4 milioni). Ma tutti questi club dispongono di stadi di proprietà con capienze nettamente maggiori rispetto a quella del Parco dei Principi.
A marcare la differenza con gli altri top club europei, fra cui non ci sono quelli italiani, è l’indice di crescita dei ricavi da matchday rispetto la stagione 2023/24. Il PSG è cresciuto del 4%. Un buon dato, che viene messo in seconda fila rispetto a quelli dei competitor: dal +20% di Real Madrid e Arsenal fino al +29% del Barcellona, passando al +27% registrato dal Liverpool.
L’ultimo upgrade in materia di hospitality, il Parco dei Principi lo ha vissuto per EURO 2016, la competizione continentale ospitata dalla Francia. In quell’occasione furono programmati lavori anche importanti, ma che a distanza di 10 anni risultano non sufficienti per permettere al PSG di mantenere il passo con le proprie competitor continentali, nonostante il 2024/25 sia stato un anno da record con il secondo miglior incasso a partita registrato in Europa. Da qui i colloqui con il nuovo sindaco di Parigi prendono una importanza ancora più elevata per il prossimo futuro del Parco dei Principi e del PSG.









































