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·21 agosto 2026

I DOPPIOGIOCHISTI – Qualche nome per le fasce della Roma

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La Roma sembra cercare profili che sulle fasce possano giocare sia come laterali di centrocampo che come trequartisti o ali. Ecco alcuni nomi.

Pagine Romaniste (L.Suriano) – Senza arrogarsi la presunzione di conoscere esattamente le idee di Tony D’Amico e dell’intera area tecnica romanista, i profili cercati per il ruolo di vice-Wesley suggeriscono due possibilità che non si escludono, anzi si rafforzano vicendevolmente. La prima è che Gasperini abbia richiesto un elemento dalla forte spinta offensiva, forse per compensare la presenza di Devyne Rensch, che nonostante qualche bel colpo sul finale della scorsa stagione rimane un esterno piuttosto scolastico. La seconda è che, forse per tutelarsi in vista degli ultimi, caotici giorni di mercato, si cerchi un calciatore in grado di coprire più caselle. Luis Henrique, Alessio Cacciamani e in parte anche Destiny Udogie rispondono a questo identikit – così come Diego Moreira cercato a inizio estate – ma al momento tutte e tre le trattative sembrano in una fase di stanca.


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Nomi mondiali

Il sogno tra i calciatori più o meno disponibili, almeno per chi scrive, è Maximiliano Araujo. L’uruguaiano è reduce dalla sua miglior stagione in Europa con la maglia dello Sporting (7 gol e 6 assist), ed è stato uno dei pochi lati positivi della disastrosa spedizione mondiale della Celeste. Nel 4-2-3-1 di Rui Borges gioca da terzino sinistro, ma in carriera vanta un buon numero di partite anche da quinto e da ala, anche se a piede forte. Le caratteristiche sono da giocatore d’assalto, in grado di chiudere l’azione partendo da dietro e di dare qualità alla manovra. Pagato quasi 14 milioni due anni fa, però, è probabile che la sua attuale quotazione si attesti almeno attorno ai 35. Una cifra che la Roma può sborsare soltanto con una formula fantasiosa.

In America si è visto pure Keito Nakamura, che ha catturato l’attenzione con il suo Giappone e proprio con i Samurai Blu ha dato sfoggio della sua duttilità, oltre che delle sue doti. Impiegato sia da laterale che da attaccante esterno, è un calciatore dalla grande corsa e dall’ottimo senso della posizione, capace spesso di trovarsi al posto giusto in zona gol. Reduce da tre annate in doppia cifra nelle ultime quattro, attualmente gioca al Reims, in Ligue 2, e questo potrebbe rendere il prezzo abbordabile. Se il passo è abbastanza gasperiniano, l’approccio al ruolo di ala però non lo è del tutto: il suo è un gioco tattico e di opportunismo, più che di strappi.

Scalda meno gli entusiasmi, invece, il nome di Amar Memic. Laterale bosniaco del Viktoria Plzen, ha fatto impazzire la difesa italiana nello spareggio per la Coppa del Mondo impiegato da ala sinistra. Sarebbe un perfetto laterale destro per lo schieramento giallorosso, con un feroce attacco del secondo palo e tanta corsa, ma nello stretto è un giocatore di minore qualità rispetto ai sopracitati, ed è meno avvezzo alla corsia mancina.

Fasce d’Albione

Il Brentford è bottega molto cara, ma Keane Lewis-Potter nello scacchiere di Andrews deve guardarsi dalla presenza di Rico Henry. Il classe 2001 nasce ala o trequartista nell’Hull City, ma con le bees si è riscoperto in posizione più arretrata. Di piede destro, è dotato di gran dinamismo e ama rientrare per calciare, anche se nel tempo ha perso alcuni istinti offensivi.

Due elementi che invece hanno trovato poco spazio nelle rispettive squadre, nonostante la fiducia rappresentata dagli investimenti per prelevarli, sono Dilane Bakwa e Adam Aznou. Il Nottingham Forest ha speso 35 milioni per portare il francese in Inghilterra dallo Strasburgo la scorsa estate dopo una grande annata. Il 23enne, però, non ha trovato grande spazio, con sole 24 presenze e 2 assist. Di piede mancino, agisce principalmente sulla corsia di destra, ma in passato si è disimpegnato anche sull’out opposto e Gasperini come sappiamo non disdegna gli spostamenti.

Il giovane scuola Barcellona è invece in quota Friedkin. Nell’Everton ha disputato soltanto 4 partite, con Moyes che lo considera poco pronto e troppo leggero per il ruolo di terzino sinistro. La qualità, però, è indubbia, e il giocatore nei sei mesi trascorsi al Valladolid, così come nelle giovanili del Bayern Monaco, aveva dimostrato immaturità, ma anche ottimo dribbling e un istinti creativi.

Altre opportunità

I trascorsi italiani di Timothy Weah non accendono gli entusiasmi. Al Marsiglia, sempre con l’impellenza di cedere, lo statunitense ha trovato però una buona dimensione. Ha corsa e sa disimpegnarsi da entrambi i lati, anche se pure lui preferisce il destro. Riscattato dai francesi per 14 milioni, una cifra attorno ai 20 può far decollare l’affare. Un’altra vecchia conoscenza del nostro campionato è Roland Sallai, l’ungherese che con Balogh fece innamorare Zamparini. Nasce ala sinistra, ma al Galatasarary ha trovato fortuna da terzino destro, e anche lui può stazionare su tutte e due le fasce con facilità.

Guilherme Smith, laterale brasiliano dell’Union Saint-Gilloise, sarebbe una scommessa piuttosto rischiosa ma interessante. I belgi lo hanno pescato in Estonia, dove era un attaccante, e in questo inizio stagione hanno scelto di affidargli la fascia nelle gare importanti (Supercoppa e preliminari di Champions). Ha un buon istinto per la porta, precisione nel tocco e capacità di conduzione e gioca a piede invertito. Altrettanto intrigante è il nome di German Valera, spagnolo classe 2002 dell’Elche. Anche lui nasce ala, ma ha progressivamente arretrato il suo raggio d’azione e nella scorsa annata ha chiuso con 4 gol e 5 assist decisivi per la salvezza. Paga un po’ la stazza non imponente, ma è uno dei talenti più in voga tra le piccole del calcio iberico.

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