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·28 aprile 2026

I Friedkin al lavoro per risolvere il nodo multiproprietà tra Everton e Roma

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Everton e Roma, oltre a condividere la stessa proprietà – il Friedkin Group –, in questa stagione sono alla ricerca del medesimo obiettivo: la qualificazione all’Europa. Sa da una parte i giallorossi sono ancora in corsa per un posto nella prossima Champions League, dall’altra i Toffees, nonostante le due sconfitte consecutive, sono ancora in piena lotta per un posto in Europa o Conference League.

Inoltre, non è remota la possibilità che entrambe le squadre centrino la qualificazione in Europa League e per questo in casa Friedkin è scattato l’allarme in merito alla multiproprietà. Infatti, l’articolo 5 del regolamento UEFA sulla Champions League (ma il discorso è identico anche per Europa League e Conference League) stabilisce che due club appartenenti alla medesima proprietà non possono prendere parte alla stessa coppa europea durante una stagione.


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Nel dettaglio, come riporta la BBC, l’Everton è controllato da Roundhouse Capital Holdings Limited, mentre la Roma fa capo a Romulus and Remus Investments, entrambe controllate dal Friedkin Group. Le due persone con controllo significativo su Roundhouse Capital Holdings sono Analaura Moreira-Dunkel e Marcus Watts, alti dirigenti del Friedkin Group. Entrambi fanno parte del consiglio a’mministrazione dell’Everton ed erano stati coinvolti nella Roma negli anni immediatamente successivi all’acquisizione, ma oggi non ricoprono più un ruolo identificabile nel club italiano.

Il problema di fondo, e quello più evidente, è che Dan Friedkin figura come presidente sia dell’Everton che della Roma e, inoltre, detiene «un controllo significativo» in Pursuit Sports UK, holding che riunisce diverse attività sportive. E proprio la definizione di «controllo», «influenza decisiva» e «processo decisionale condiviso» della UEFA è molto ampia.

Proprio per evitare possibili influenze o comunque situazioni definibili come conflitto di interessi, la UEFA prevede che due squadre che abbiano un comprovato legame di correlazione non possano partecipare alla stessa competizione, andando a retrocedere una delle due nella competizione continentale inferiore, proprio come successo in questa stagione con Crystal Palace e Lione con gli inglesi retrocessi in Conference. Entrambi i club sono dell’Eagle Football Group.

La UEFA, inoltre, propone un modo codificato per evitare di incorrere nella procedura contro le multiproprietà. Il “blind trust”, questo il nome tecnico, che ha permesso per fare un esempio a Manchester City e Manchester United, controllate dallo stesso gruppo rispettivamente con Girona Nizza, di giocare la stessa competizione europea con queste ultime due, evitando che una delle due formazioni retrocedesse in un torneo minore. Non è andata così per Palace e Lione che non fecero in tempo a formare questa struttura e non era successivamente non riuscendo a dimostrare l’indipendenza dei due club, portando la UEFA a optare per la retrocessione del club inglese in Conference League. Ma i Friedkin non hanno voluto considerare questa ipotesi, applicabile entro un certo periodo di tempo, il 1° marzo. Da quanto filtra, il gruppo statunitense è abbastanza positivo di trovare una soluzione alternativa al blind trust che eventualmente permetta a Everton e Roma di giocare la stessa competizione UEFA, ma senza divulgare nessun dettaglio in particolare.

Ma chi fra Everton e Roma sarebbe retrocessa in Conference? Il regolamento UEFA è moto chiaro: a retrocedere nella competizione europea inferiore è sempre la squadra arrivata in una posizione inferiore nel proprio campionato nazionale. Qualora la Roma finisse la Serie A al quinto posto (posizione che occupa attualmente insieme al Como) e l’Everton sesto, ecco che ad accedere in Europa League sarebbero i giallorossi, mentre gli inglesi andrebbero in Conference.

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