Pagine Romaniste
·2 settembre 2026
I Friedkin e quel doppio intreccio con il mercato del Chelsea

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Il Chelsea e le due squadre di proprietà dei Friedkin coinvolte in un thriller di calciomercato in cui alla fine nessuno esce del tutto soddisfatto.
Pagine Romaniste (L.Suriano) – Non solo Manu Koné tra i dossier condivisi della famiglia Friedkin e di Tedd Boehly, co-proprietario di BlueCo – il consorzio che gestisce Chelsea e Strasburgo – e presidente della società londinese. Le discussioni nella caoticissima giornata di ieri, ultima disponibile per il calciomercato, hanno riguardato diversi calciatori su più fronti e coinvolgendo diversi club: Roma e Chelsea, appunto, ma anche Everton e, attore non protagonista ma assolutamente decisivo per lo sviluppo della trama, il Monaco.
Circa ventiquattro ore fa inizia a prendere voce un’ipotesi piuttosto preoccupante per i tifosi giallorossi e, a quanto pare, anche per Gian Piero Gasperini. Il Chelsea, alla ricerca di un sostituto per Enzo Fernandez diretto al Manchester City, ha messo gli occhi su Manu Koné, individuato da Xabi Alonso come il rinforzo perfetto. L’offerta verbale presentata dagli inglesi alla Roma è di 60 milioni di euro e il coinvolgimento in prestito gratuito di Jamie Gittens, che la squadra capitolina ha corteggiato per settimane senza però mai ricevere apertura alla cessione temporanea.
L’ala classe 2004 è per il tecnico di Grugliasco esattamente il profilo mancante nella rosa romanista, un giocatore dotato di strappo, esuberanza e anche qualità in zona gol. A portare avanti la trattativa, però, secondo le indiscrezioni non è l’area tecnica, che infatti si oppone, ma le due proprietà. Per Gasperini e D’Amico, nonostante il gradimento per Gittens, è troppo alto il rischio di perdere un calciatore come Koné l’ultimo giorno di mercato, senza il tempo di rimpiazzarne adeguatamente il peso specifico in mezzo al campo. Meglio concentrare i propri sforzi su Jamie Leweling, che però dopo un lungo tira e molla decide di rimanere in Germania.
Registrata la difficoltà nell’arrivare al classe 2001 francese, il Chelsea passa all’attacco per Lamine Camara, talentuoso centrocampista del Monaco. A seguito di una serrata trattativa e un’offerta iniziale rifiutata, le due società arrivano a un accordo per circa 55 milioni di euro, ma soltanto dopo aver verificato gli sviluppi di un’altra operazione.
Nello stesso momento, infatti, la compagine monegasca è al tavolo con l’Everton, l’altra squadra di proprietà dei Friedkin, per la cessione di Folarin Balogun, attaccante statunitense. Il club di Liverpool, infatti, cerca un numero nove dopo la cessione di Beto alla Fiorentina e il mancato accordo economico con Richarlison. Le due società trovano un punto di incontro, ma l’ex attaccante dell’Arsenal presenta dei problemi durante le visite mediche per cui l’Everton decide di bloccare il trasferimento. I toffees virano quindi su Joshua Zirkzee, apparentemente in uscita dal Manchester United, ma in serata questi ultimi scelgono di trattenere l’olandese.
A questo punto, un nuovo colpo di scena. L’Everton, ancora senza la sua prima punta (in rosa c’è il solo Barry), riallaccia i contatti con il Monaco e chiede di rinegoziare l’affare cambiando le proporzioni dell’offerta tra parte fissa e bonus. Condizioni accettate dalla società di Ligue 1 che, ceduto uno dei suoi gioielli, fa un passo indietro per Camara e manda il Chelsea su tutte le furie. Balogun però, forse risentito per il trattamento, rifiuta di firmare il contratto per il suo passaggio in Inghilterra.
Ormai è però troppo tardi per tutte le squadre in questione per cercare altre opzioni e rimediare ai propri errori. Così il Chelsea resta senza un centrocampista, la Roma con il suo mediano ma senza ala sinistra e l’Everton senza centravanti. Regia (anche) della famiglia Friedkin, uomini di grande cinema.







































