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·6 febbraio 2026

I goal che mancano alla Roma non sono quelli delle punte

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27 gol segnati, 9° attacco del campionato a pari merito con Genoa e Sassuolo: è evidente, la Roma ha un grande problema offensivo. Una mancanza di prolificità imputata a carenze nell’assemblaggio del reparto avanzato, dalla chiusura del mercato estivo fino agli interventi di gennaio a lungo invocati da Gasperini, che hanno portato nella capitale Malen, Vaz, Zaragoza e Venturino.

I numeri, soltanto quelli, “scagionano” gli attaccanti giallorossi e offrono spunti di riflessione più ampi: i gol che mancano all’appello per competere, non sono del tutto addebitabili agli avanti della Roma. In termini di gol, il reparto offensivo della Roma si attesta in linea con quello delle prime cinque in Serie A: 19 reti, numeri simili a quelli di Milan (21), Juventus (19) e Napoli (11).


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Il dato diventa ancora più allarmante e rappresentativo se si guarda all’incidenza, in termini di gol + assist, di difensori e centrocampisti: dal suo granitico blocco difensivo e dalla cerniera dei mediani, formata il più delle volte da Cristante e Kone, la Roma ha racimolato appena 17 G+A, un bottino lontanissimo da Inter (47), Milan (36), Juventus (33) e Napoli (32).

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I tempi in cui i difensori di Gasp segnavano come centravanti sono ormai lontani. Facendo i conti con le risorse a disposizione, Celik, pur garantendo affidabilità e continuità, offre un contributo piuttosto limitato in fase di rifinitura. Il rientro (incerto) di Angelino permetterebbe a Wesley di tornare sulla destra, sistemando l’assetto e aggiungendo qualità, ma non risolvendo del tutto il problema.È la penuria del contributo realizzativo del centrocampo a porre l’accento su ciò che sta mancando maggiormente. I centrocampisti della Roma in 23 Giornate hanno partecipato direttamente soltanto a 8 reti tra gol e assist, escludendo i rigori: numeri distanti da quelli di Juventus (17), Napoli e Inter (20) e Milan (26).

Che i mediani di Gasp storicamente non siano dei goleador è acclarato, ma è altrettanto vero che quando davanti mancano dei gol diventa necessario andarli a cercare altrove, sulla falsariga di quanto fatto da Conte con Anguissa a partire dalla scorsa stagione. Koné e Cristante costituiscono una cerniera solidissima nel mezzo, fondamentale per l’equilibrio della squadra, ma che garantisce un apporto quasi nullo nell’ultimo terzo di campo, non solo in termini di gol, ma anche di regia e rifinitura: la Roma è 8^ per non-penalty xG (28.77), un dato certamente non imputabile ai due mediani, ma che sottende lacune generali in fase di creazione di occasioni e di rifornimento agli attaccanti.

Carenza di gol dei centrocampisti che può essere letta anche alla luce di un dato ulteriore: l’assenza di soluzioni dalla distanza (la Roma fin qui ha segnato soltanto 2 gol da fuori area). Guardando alla panchina per incrementare le bocche di fuoco, El Aynaoui e Pisilli, con i dovuti limiti, offrono un ventaglio di soluzioni diverse, dall’inserimento al maggiore fiuto del gol: 8 reti per il marocchino nella passata stagione a Lens, 7 partecipazioni a gol per il classe ‘04 – uscendo quasi sempre dalla panchina – nell’ultimo anno e mezzo.Dunque, sebbene Malen abbia notevolmente innalzato il tasso qualitativo del reparto avanzato, favorendo anche le prestazioni di chi gli orbita attorno, risulta difficile credere possa essere lui la punta vera in grado di trasformare il volume in reti, in termini strettamente finalizzativi (lo si è visto nelle ultime due uscite, soprattutto contro il Milan). Per ovviare ai problemi offensivi, la Roma ha senza dubbio bisogno di portare a pieno regime i suoi attaccanti. Ma per competere realmente per un posto Champions, è necessario l’apporto realizzativo che fin qui è venuto meno: quello di centrocampisti e difensori.

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Carenza di gol dei centrocampisti che può essere letta anche alla luce di un dato ulteriore: l’assenza di soluzioni dalla distanza (la Roma fin qui ha segnato soltanto 2 gol da fuori area). Guardando alla panchina per incrementare le bocche di fuoco, El Aynaoui e Pisilli, con i dovuti limiti, offrono un ventaglio di soluzioni diverse, dall’inserimento al maggiore fiuto del gol: 8 reti per il marocchino nella passata stagione a Lens, 7 partecipazioni a gol per il classe ‘04 – uscendo quasi sempre dalla panchina – nell’ultimo anno e mezzo.Dunque, sebbene Malen abbia notevolmente innalzato il tasso qualitativo del reparto avanzato, favorendo anche le prestazioni di chi gli orbita attorno, risulta difficile credere possa essere lui la punta vera in grado di trasformare il volume in reti, in termini strettamente finalizzativi (lo si è visto nelle ultime due uscite, soprattutto contro il Milan). Per ovviare ai problemi offensivi, la Roma ha senza dubbio bisogno di portare a pieno regime i suoi attaccanti. Ma per competere realmente per un posto Champions, è necessario l’apporto realizzativo che fin qui è venuto meno: quello di centrocampisti e difensori.

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