Milannews24
·18 giugno 2026
Ibrahimovic criticato dal New York Times: l’esperimento Mondiale con Fox non funziona

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·18 giugno 2026

Il New York Times ha bocciato l’esperimento Zlatan Ibrahimovic come opinionista di Fox per i Mondiali. Secondo il quotidiano statunitense, la rassegna nordamericana sta mettendo in luce i limiti del dirigente del Milan nel ruolo di commentatore televisivo, definendo la scelta dell’emittente come una scommessa che non sta pagando i dividendi sperati. Se la coppia composta da Rebecca Lowe e Thierry Henry ha ricevuto ampi elogi, lo svedese viene criticato per la mancanza di sostanza tecnica nei suoi interventi, quasi sempre focalizzati esclusivamente sul personaggio e sulla spavalderia.
New York Times sottolinea come Ibrahimovic fatichi a entrare nello specifico delle squadre e dei singoli calciatori, appoggiandosi continuamente sul registro dell’uomo più sicuro di sé del pianeta. Durante la trasmissione, l’ex attaccante dei rossoneri è apparso in difficoltà nel commentare la figura di Jesse Marsch, attuale commissario tecnico del Canada, dimostrando di non conoscere a fondo il profilo dell’allenatore. Fox detiene i diritti in lingua inglese del torneo e ha voluto costruire uno studio all-star, ma l’ex centravanti del Diavolo sta mostrando evidenti limiti, spingendo la critica a paragonarlo a un calciatore che calcia con un piede solo.
Il New York Times indica a Fox la necessità di cambiare la gestione di Ibrahimovic, prendendo come esempio l’evoluzione avuta da Tom Brady. L’emittente dovrebbe spingere il dirigente del club milanese a spiegare la tecnica, i movimenti e l’istinto sotto porta, piuttosto che esaltarne solo l’ego. Al contrario di Ibrahimovic, Thierry Henry ha convinto per la sua elevata levatura tecnica. Le analisi tattiche del francese, come la disamina sul gol di Kylian Mbappé contro il Senegal o sull’egoismo di Cristiano Ronaldo nel pareggio del Portogallo con la Repubblica Democratica del Congo, rappresentano il modello qualitativo da seguire. Lo svedese ha comunque firmato il momento più virale dello studio, rispondendo alle accuse di arroganza rivolte alla Francia con una battuta netta:
«Non è arroganza, è fiducia. Gli ignoranti la chiameranno arroganza, gli intelligenti la chiameranno fiducia».







































