Iezzo: «Brava la società a puntare su Pisacane. Albarracin potrà aiutare il Cagliari. Caprile in Italia è tra i più forti!» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·27 gennaio 2026

Iezzo: «Brava la società a puntare su Pisacane. Albarracin potrà aiutare il Cagliari. Caprile in Italia è tra i più forti!» – ESCLUSIVA

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Gennaro Iezzo, ex portiere del Cagliari, ci ha concesso un’intervista esclusiva sul momento dei rossoblù, il calciomercato e tanto altro

Gennaro Iezzo in Sardegna ha vissuto momenti importanti, dalla promozione della stagione 2003-2004 all’esordio in Serie A. L’ex portiere del Cagliari ha parlato con noi di CagliariNews24 in esclusiva sulla squadra di Fabio Pisacane e vari singoli rossoblù, da Sebastiano Esposito e Elia Caprile a Gennaro Borrelli. Le sue parole:

Il Cagliari è reduce da due fondamentali vittorie contro Juventus e Fiorentina. Come vede i rossoblù in questa stagione?


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«Penso che il cammino del Cagliari sia regolare, quello di chi deve prima mettere in cassaforte la salvezza e poi tutto quello che viene è di guadagnato. La squadra esprime un gioco piacevole, Pisacane sta facendo un buonissimo lavoro. Ci sono tanti giovani in rosa e penso che il cammino sia positivo».

Lei è stato un portiere molto affidabile e nel Cagliari ce n’è uno che lo è altrettanto come Elia Caprile. Le piace il classe 2001? Tra l’altro il suo agente è il suo ex compagno di squadra Graziano Battistini.

«Con il suo agente siamo stati compagni a Verona. Caprile penso che sia uno dei profili più importanti per quanto riguarda i portieri italiani, abbiamo avuto il piacere di averlo a Napoli e devo dire che lo ricordo con piacere anche a Bari. E’ sempre stato un portiere di grande affidabilità, il suo percorso con il Cagliari segue questa linea. In Italia è uno dei portieri più forti e per fortuna ce l’ha la squadra di Pisacane, è una cosa sicuramente molto positiva».

Lei ha vissuto a Cagliari dei momenti importanti, facendo anche l’esordio nel campionato di Serie A. Che ricordi ha di quegli anni?

«Diciamo che al Cagliari mi ci sono trovato casulamente, questo perché stavo cercano squadra dopo la risoluzione del contratto con il Catania. Ricordo che mancavano pochi giorni alla chiusura del mercato e che mi chiamò il direttore Nicola Salerno. Quell’anno lì sono stato l’ultimo giocatore del calciomercato invernale a trovare squadra, sono arrivato quasi all’ultimo secondo. Quando sono arrivato a Cagliari ho trovato un ambiente bello con un gruppo forte e dei bravi ragazzi. Questo al di là della qualità dei giocatori, dato che poi vincemmo il campionato, ma mi sono trovato subito a casa. Ho sempre grandissimi ricordi dell’esperienza a Cagliari, l’anno dopo c’è stato l’esordio in Serie A. Giocare con continuità in massima serie rappresenta una grandissima esperienza che rimane sempre nel mio cuore».

Ultima partita al Sant’Elia e festa promozione con i capelli tinti di rossoblù.

«Avevamo fatto una scomessa la settimana prima della partita che certificò la promozione, avevamo promesso che se avessimo vinto ognuno di noi avrebbe dovuto fare qualcosa. C’è stato chi si è fatto tagliare i capelli come me e chi se li fece pitturare di rosso e blù. Alla fine ci siamo ritrovati a festeggiare tutti colorati. Ricordo ancora Gianfraco (Zola n.d.r.), era l’emblema di quella squadra e della Sardegna. Ci ha fatto vedere grandi cose in quegli anni anche se non era più giovanissimo. Nonostante questo le sue giocate erano strepitose, devo dire che abbiamo avuto tutti l’onore di avere un compagno di squadra del suo livello. Dico questo soprattutto per l’uomo che era Gianfranco Zola, era il valore aggiunto di quel Cagliari».

L’anno in Serie A.

«Per quanto riguarda l’anno in Serie A, parliamo di un calcio in cui c’erano veramente dei calciatori stratosferici! Questo senza nulla togliere alle ultime stagioni del nostro campionato, ma in quegli anni c’era veramente il meglio del meglio dei calciatori. La nostra squadra era imbottita di molti giovani e doveva arrivare alla salvezza lottando su tutti i campi, in ogni secondo di ogni partita. Noi eravamo una squadra che soprattutto al Sant’Elia era difficile da affrontare. Forse il nostro cammino esterno non è stato dei migliori, ma in casa era difficile batterci per tutte le squadre. C’erano un unione di gruppo ed una voglia di lottare che facevano la differenza».

Tornando all’attualità, il Cagliari ha riportato in Sardegna Alberto Dossena e Ibrahim Sulemana. Che ne pensa del calciomercato del d.s. Guido Angelozzi? Tra l’altro ora è in chiusura l’affare per il fantasista Agustin Albarracin.

«Per quanto riguarda Albarracin devo dire che c’è sempre stato un grande feeling con i calciatori uruguaiani qui a Cagliari, è una tradizione forte. E’ un ragazzo forte che sicuramente potrà dare una mano alla squadra di Pisacane. Parlando del calciomercato, e del Cagliari che si è visto nelle ultime domeniche, sicuramente qualcosina da fare c’era: i giocatori presi sono forti e potranno aiutare. Come negli anni nostri, io vedo proprio un gruppo forte con un allenatore che sa gestire i giocatori e dire la parola giusta quando serve. A livello tecnico tattico è una squadra che gioca e sta facendo molto bene così come il suo allenatore».

L’allenatore dei sardi è il suo conterraneo Fabio Pisacane. Come valuta questi primi suoi 5/6 mesi alla guida dei rossoblù?

«Si deve dare merito alla società di aver puntato su un ragazzo giovane! Si sente sempre parlare di esperienza ed è una cosa che a me fa rabbia, sembra sempre che per allenare si debbano avere sempre degli anni alle spalle. Io penso che bisogna dare una possibilità ai tecnici giovani. Se uno ha le qualità per quanto riguarda la conoscenza del calcio e ha nelle corde il saper gestire il gruppo puoi avere 30 anni o 50, cambia poco! Quando tu hai delle idee e una società che, come nel caso del Cagliari con Pisacane, assorbe quello che vuole l’allenatore, poi escono fuori delle cose importanti. E’ quello che sta facendo Pisacane e la squadra con lui.

Come nel caso di Chivu e Cuesta? Finalmente si sta cambiando rotto da questo punto di vista, è lo stesso discorso che vale per i calciatori in Italia. Vanno buttati dentro ed è giusto che sia così, ma all’estero si fa sempre. Basterebbe andare a vedere i calciatori per poi buttarli in campo, ora però si sta andando verso questa strada con i giovani.

Credo che questa cosa possa far bene anche alla Nazionale, perché ce ne sono tanti giovani, uno su tutti Esposito a Cagliari. E’ giovane ed è un giocatore forte, penso anche a Borrelli, un altro forte. Cito anche Pio Esposito all’Inter o Vergara al Napoli, giocatori che vengono buttati dentro adesso, queste anche se pure in passato si poteva dare un’opportunità ai giovani. Meglio tardi che mai, però a volte ci sono giovani talenti italiani più forti di quelli che andiamo a prendere da fuori. Bisogna aver più fiducia sui profili italiani, ora sembra che si stia andando in questa direzione».

Lei con il Napoli ha fatto una scalata iconica dalla C alla A. Pensa che i partenopei possano giocarsela fino alla fine con l’Inter nonostante gli ultimi risultati? Il Milan è una seria rivale per lo scudetto?

«Fino alla partita contro la Juventus ci potevano essere ancora delle possibilità per il Napoli, una squadra comunque tartassata dagli infortuni. Io non ricordo un anno con così tanti infortuni, è questo che gli ha fatto perdere terreno rispetto all’Inter. A pieno organico i partenopei sono una squadra che se la può giocare con i nerazzurri, una che di base però come rosa è più forte. L’antagonista più seria era il Napoli dato il mercato estivo, però ora dopo la sconfitta di Torino la vedo dura. Il discorso però è sempre quello degli infortunati, questo anche perché non si capisce quando recupereranno. Il Milan fa delle prestazioni imoportanti, ma poi si perde in altre partite. Al momento la squadra di Allegri non ce la vedo a fare un cammino regolare come potrebbero delle altre come Napoli e Inter. C’è la Juventus che ora sta iniziando a risalire la china, questo anche grazie al cambio di allenatore e a Spalletti che è uno che sa il fatto suo. Non dimentichiamo che anche i bianconeri hanno 4/5 giocatori talentuosi che possono alzare l’asticella. Penso che l’Inter quest’anno sarà una squadra con meno rivali, vuoi per gli infortuni del Napoli o per il cammino irregolare del Milan. Penso che la Lazio già all’inizio non potesse lottare con le altre, questo guardando anche solo la rosa che ha a disposizione Sarri. Io sono sempre stato calcisticamente innamorato di Sarri perché è un grande allenatore, ma quando non c’è il materiale si fa molta fatica. Diciamo che sicuramente un posto in Europa se lo poteva giocare però vedendo l’ultima parte del campionato io noto una Lazio irriconoscibile. Ad inizio stagione alcune cose le aveva fatte vedere, ma con il tempo ha perso le proprie convinzioni: secondo me i biancocelesti faranno più fatica».

Si ringrazia Gennaro Iezzo per la disponibilità e gentilezza mostrate nel concederci questa intervista

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