PianetaBari
·2 settembre 2026
Il Bari ha costruito una rosa adeguata per puntare alla promozione diretta?

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·2 settembre 2026

L’estate ha portato un’altra rivoluzione, l’ennesima nella storia recente del calcio biancorosso: la squadra è stata rifatta quasi per intero, con tantissime uscite e diversi arrivi. Sarà solo il campo a dire se il mercato appena concluso abbia consegnato a Massimo Rastelli una formazione in grado di centrare l’obiettivo dichiarato a inizio stagione, la promozione diretta. Il campionato, del resto, si annuncia equilibrato: le big della vigilia, Bari compreso, hanno qualità ma anche difetti evidenti, e più squadre sembrano avere le carte per inserirsi nella corsa. Forse è proprio per questo, però, che nel tracciare un primo bilancio sulle operazioni resti un certo senso di incompiutezza, visto che nel finale è mancato quel guizzo che avrebbe dato ai galletti una marcia in più. A giochi conclusi, infatti, le domande sembrano superiori alle certezze.

Uno dei principali punti di forza è la determinazione con cui il Bari ha trattenuto Cerofolini, nonostante le sirene provenienti dalla Serie B: fin qui l’estremo difensore si è dimostrato un professionista esemplare e per la categoria rappresenta un autentico lusso, che insieme a Pissardo compone una coppia di assoluto affidamento. Qualche dubbio in più riguarda invece la difesa. La permanenza di Mantovani è certamente un punto a favore, ma forse sarebbe servito un altro profilo di pari esperienza da affiancargli. Non a caso la società ha provato a prendere Chiosa, che sarebbe arrivato se fosse uscito Vicari: il difensore è invece rimasto, con l’ingaggio pesante e il rendimento recente a scoraggiare i potenziali acquirenti.
Molto dipenderà quindi dalle garanzie che sapranno offrire Elia, positivo contro la Cavese ma in difficoltà a Barletta, e Cocetta, anche lui apparso in affanno al Puttilli: un innesto più esperto avrebbe consentito ai due giovani di crescere con meno pressione. Sulle corsie tanto passerà da Celli, sulla carta un acquisto di qualità capace di garantire spinta, e da quanto saprà offrire Mogos, apparso lontano dalla condizione migliore e senza continuità negli ultimi due anni. Alle loro spalle, infatti, Mane ha spesso mostrato difficoltà, e in assenza dell’ex Cremonese il livello inevitabilmente si abbassa, così come è da valutare l’impatto di Burgio come alternativa a sinistra.

A centrocampo manca qualcosa
Un discorso simile vale per la mediana. Se i biancorossi hanno inseguito Gelli fino all’ultimo giorno, è perché lì in mezzo serviva ancora qualcosa per alzare il livello. Grgic, infatti, nelle prime uscite è parso più un calciatore d’ordine che un regista in grado di verticalizzare e accelerare. Maggiore, dopo una stagione complicata in Serie B, in C può ritrovare una dimensione soprattutto per la capacità di inserirsi e attaccare gli spazi, ma il suo rendimento resta un’incognita. La risorsa in più può essere Darboe, se sostenuto dalla condizione fisica, mentre Mendicino è fra gli innesti più interessanti dell’estate. Quello che sembra mancare, però, è un elemento capace di dare qualità, velocità e verticalità alla manovra, ovvero il limite principale palesato fin qui dal Bari.

Copyright: SSC Bari
In attacco gran parte delle valutazioni dipenderà dal rendimento dei giocatori più esperti. Il primo interrogativo riguarda Gomez, reduce da stagioni importanti ma ancora lontano dalla miglior condizione. Situazione simile per Tribuzzi, che questa categoria l’ha già vinta e che finora non ha mostrato tutto il proprio potenziale. Se saranno quelli delle passate annate, il Bari può avere una marcia in più. Segnali positivi sono già arrivati invece da Butic, le cui dinamicità e capacità di giocare spalle alla porta sono mancate parecchio nella disfatta di Barletta, e dal giovane jolly Esposito. Importante è anche l’innesto di Della Morte, conteso da più club fino all’ultimo giorno, che può dare spessore al reparto. Resta da scoprire Bianchi, chiamato a riscattare una stagione senza gol, così come l’assenza di quel grande colpo alla Brunori, capace sulla carta di spostare da solo gli equilibri.

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Il quadro resta aperto e le domande sono superiori alle certezze, visto che il Bari sembra avere diversi punti di forza ma permangono delle lacune che, se fossero state colmate, avrebbero potuto dare ai biancorossi il ruolo di favorita, mentre ora i galletti rischiano di fare parte di un gruppetto di tante squadre bene o male allo stesso livello. Molto passerà perciò da Rastelli, chiamato a valorizzare il gruppo esaltandone i pregi e limitandone i difetti.
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