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·28 gennaio 2026

Il Cagliari dei giovani cresce! Fino a poche settimane fa quante accuse a Pisacane

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Il Cagliari di Fabio Pisacane nell’ultimo periodo ha conquistato dei punti importanti che potranno pesare nella corsa per la salvezza. L’editoriale

“Spazio ai giovani”, “Fai giocare lui” e “Diamogli una possibilità!” Al giorno d’oggi da più parti si sentono – o leggono – frasi di questo tenore, esternazioni comprensibili in una paese nel quale i giovani faticano a ritagliarsi il proprio spazio. Dalla politica al settore statale, dal privato al pubblico, e quindi inevitabilmente anche nel mondo del calcio.

Per tanto tempo si è letto di dover lasciar spazio al merito e non all’esperienza, cosa che a Cagliari è diventata realtà con l’avvento di Fabio Pisacane in panchina. La scelta di Tommaso Giulini ha portato in panchina un giovane lavoratore “maniacale”, come lo stesso si definisce, un tecnico senza grandi vissuti alle sue spalle ma con tanta voglia di fare.


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Cagliari, Habemus Pisacane

Ex difensore del Cagliari, autore dell’ultima rete siglata dai rossoblù al Sant’Elia oltre vincitore della prima storica Coppa Italia della Primavera sarda.

Quest’estate si sono sentiti tanti applausi per questa scelta, qualche voce fuori dal coro pronta a mettere in dubbio la decisione del presidente e poi subito – alla prima sbandata – è arrivata la prevedibile pioggia di critiche.

“Pisacane ha sbagliato formazione”, “Doveva giocare Mina”, “Non doveva giocare Mina” o anche “Giulini ha sbagliato scelta!”. I primi e più fieri sostenitori della politica dei giovani si sono tramutati nei critici più spietati e corrosivi del tecnico campano.

In un paese sempre pronto a puntare il dito, Pisacane è finito al centro delle polemiche perché “sbaglia” o, addirittura “non ne capisce niente” (come si è letto da più parti).

La verita però pare essere riconducibile al fatto che siamo un “paese per vecchi”, al contrario di quanto sosteneva un film dei fratelli Coen, che ai giovani una chance la vuole concedere solo per poi avere la possibilità di criticare.

Un paese di allenatori che vuole Palestra in campo, salvo poi poter dire che è troppo acerbo per poter cambiare le cose. Un paese che vuole Idrissi dal primo minuto, ma che non gli perdonerebbe mai una chiusura sbagliata. Un paese che Obert lo vorrebbe sempre in campo, ma guai a sbagliare una diagonale, sia mai!

Spazio ai giovani, si ma con calma

Ai giovani va data una possibilità e con essa la possibilità di sbagliare, o, più che una possibilità, una grande occasione. Giudicare d’inesperienza un allenatore che si appena affacciato al “calcio dei grandi” è il più facile e noioso degli esercizi di retorica. A questo punto la domanda è una: ma i giovani li vogliamo davvero o no? Vogliamo i Camarda e i Pio Esposito o ci sentiamo più sicuri con i Modric (con tutto il rispetto del mondo per il fenomeno croato)?

La verità è che siamo un paese nel quale regna la voglia di esprimere un giudizio anche quando basterebbe sospenderlo. Un paese che i giovani devono prendersi e nel quale per fortuna c’è gente come Fabio Pisacane.

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