Calcio e Finanza
·11 agosto 2026
Il capo degli arbitri UEFA Rosetti: «Questo è calcio non la playstation. Meno VAR e più coraggio»

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·11 agosto 2026

Meno interventi del VAR e più centralità dell’arbitro. È questa la linea tracciata da Roberto Rosetti, capo degli arbitri UEFA, in un incontro con la stampa europea, riporta la Gazzetta dello Sport, in cui l’ex arbitro internazionale ha illustrato le novità regolamentari della nuova stagione e ha voluto ribadire un principio che considera fondamentale per il futuro del gioco.
Rosetti, 58 anni, quasi duecento presenze in Serie A e due Mondiali arbitrati nel 2006 e nel 2010, ha incontrato anche i responsabili dei cinque maggiori campionati europei con l’obiettivo di uniformare linguaggio e criteri decisionali sul campo. Nel corso del meeting ha ricordato come sia stato lui, dal 2016, il responsabile del progetto VAR in Italia e poi per la FIFA in occasione del Mondiale 2018, prima di assumere nel 2018 la presidenza della Commissione Arbitri UEFA succedendo a Pierluigi Collina.
Tra le novità principali segnalate da Rosetti c’è l’estensione del Var alla revisione dei secondi cartellini gialli, introdotta dopo alcuni episodi controversi visti in stagioni recenti anche in Serie A, oltre a un giro di vite sui tempi morti, con dieci secondi concessi per completare le sostituzioni e la possibilità per il portiere di essere sanzionato con un calcio d’angolo se rallenta eccessivamente il gioco.
«Il calcio è fatto anche di intensità, bisogna ridurre le lungaggini e questa è la linea da mantenere, salvo poi agire grazie al recupero».
Il concetto ribadito più volte da Rosetti riguarda però il ruolo della tecnologia rispetto a quello del direttore di gara. Secondo il dirigente UEFA il Var dovrebbe intervenire solo in situazioni macroscopiche e non essere utilizzato per rivedere ogni singolo episodio dubbio della partita, come invece starebbe accadendo con sempre maggiore frequenza.
«Vedere che gli arbitri aspettano il Var, beh, non va bene – commenta netto il numero uno degli arbitri europei. – I direttori di gara devono essere decisionisti e non… attendisti della sala Var. La centralità dell’arbitro è sacra. L’arbitro dev’essere centrale, coraggioso, deve decidere, vedere bene. Ripeto: il Var non arbitra o riarbitra la partita, il Var è un supporto. È football, non playstation».
Altre casistiche meritano una maggior attenzione. Innanzitutto, al Mondiale è stata introdotta l’espulsione diretta in caso di mano davanti alla bocca. Rosetti ha chiarito che in ambito UEFA non è previsto il cartellino rosso automatico: la valutazione resterà affidata alla discrezionalità dell’arbitro, che potrà eventualmente ricorrere all’ammonizione qualora ravvisi un atteggiamento provocatorio nei confronti degli avversari.
Il dirigente si è infine soffermato sul tema delle simulazioni in area di rigore, fenomeno che considera in crescita e sul quale la UEFA starebbe lavorando per individuare correttivi perchè occorre «“debellare” questo brutto costume. A volte si tende ad esagerare...».
La ricetta per Rosetti, portata negli incontri con gli arbitri dei campionati europei ed espressa a più riprese è: centralità dell’arbitro, meno Var possibile e… «L’importanza dei capitani. Bisogna riconsiderare la figura dei capitani. Con rispetto reciproco fra loro e gli arbitri, questo è necessario. Va spiegato tutto ma senza che si creino i capannelli e i raduni di massa attorno all’arbitro a sbraitare o gesticolare».







































