Calcio e Finanza
·26 aprile 2026
Il caso Rocchi riaccende l'ipotesi commissariamento per la FIGC: cosa dicono le norme attuali

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·26 aprile 2026

Il caso Rocchi può essere il punto di partenza per un commissariamento della FIGC, che attende per il 22 giugno l’assemblea elettiva per nominare il suo presidente dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. A riportarlo è l’edizione odierna del La Repubblica.
Attualmente, secondo quanto prevedono le norme, solamente il CONI può decidere di assegnare un commissario alla FIGC, e nelle settimane scorse era stato sottolineato come non ci fossero gli elementi per farlo, nonostante a le richieste, fra cui quella di Claudio Lotito, patron della Lazio ma anche senatore di Forza Italia. Proprio nel suo ruolo di senatore era intervenuto alla Commissione cultura del Senato per promuovere la stesura di un testo che potesse dare i poteri necessari alla politica per commissariare la FIGC in autonomia, senza passare appunto dal Comitato Olimpico Nazionale.
Ma questo testo per dare più poteri alla politica, che avrebbe anche aperto una importante questione di indipendenza dello sport nazionale – tema che sta tanto a cuore a UEFA e FIFA – potrebbe non essere più necessario. Infatti, nell’ordinamento già in vigore del CONI, il commissariamento della FIGC è previsto solo per gravi irregolarità nella gestione, gravi violazioni dell’ordinamento sportivo, impossibilità di funzionamento degli organi direttivi, o mancato avvio delle competizioni nazionali. E fra questi c’è anche il comprovato malfunzionamento della giustizia sportiva.
Una fattispecie che, se le accuse verso Rocchi fossero confermate in sede di giustizia ordinaria, si andrebbe a verificare visto che un anno fa la Procura FIGC aveva archiviato le segnalazioni arrivate e trasmesse dall’AIA per presunte violazioni da parte del designatore arbitrale di Serie A e B, ora autosospesosi dal proprio ruolo dopo l’indagine a suo carico da parte della Procura di Milano.
«C’è solo un modo — ha dichiarato il ministro per lo Sport Andrea Abodi, uno dei primi a intervenire dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di Rocchi — per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque».
Inoltre, questo ultimo grande sconvolgimento del mondo arbitrale, e in generale del mondo del calcio italiano, potrebbe fornire l’assist perfetto allo stesso ministro Abodi, desideroso di rendere completamente autonoma la giustizia sportiva andandola a svincolare dalle federazioni. E i dubbi sull’operato della Procura FIGC, guidata da Giuseppe Chinè, nel caso Rocchi potrebbe aprire a questa possibilità, andando a convincere anche chi era fra gli scettici.









































