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·2 giugno 2026

Il Como fa i conti con i paletti UEFA: il punto sulla rosa in vista della Champions

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Il Como alle prese con la lista UEFA. Dopo aver smaltito l’euforia dell’epocale qualificazione alla Champions League grazie al quarto posto raggiunto in extremis all’ultima giornata in campionato, i lariani devono attrezzarsi per affrontare la massima competizione europea.

La costruzione della rosa ha visto infatti investimenti importanti rivolti però principalmente ai mercati esteri, dove il club ha reperito negli ultimi due anni giocatori che hanno permesso di alzare sensibilmente il livello tecnico.


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La situazione attuale

Il presidente Mirwan Suwarso ha spiegato le ragioni dietro questa strategia: «Comprare giocatori in Italia oggi è un problema per la rigidità dei pagamentiha raccontato a Rivista Undici . Se voglio un talento italiano da 15 milioni, devo pagarli tutti in anticipo o bloccare i soldi con una fideiussione. All’estero è molto più conveniente e flessibile, potendo dilazionare i pagamenti».

Di conseguenza tra i giocatori agli ordini di Cesc Fabregas solamente due sono di nazionalità italiana, ovvero il terzo portiere Mauro Vigorito e il difensore centrale Edoardo Goldaniga, che tra l’altro hanno avuto un ruolo di secondo piano guardando all’impiego in stagione.

L’ingresso in Champions pone però il tema dei limiti nella compilazione delle liste dei tornei continentali, a cui la società lariana accede per la prima volta nella storia, che sono infatti maggiormente stringenti rispetto al regolamento in vigore per il campionato.

La rosa per il campionato

In Serie A, infatti, il roster dei 25 giocatori a disposizione deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • 4 giocatori formati nel vivaio del club (almeno tre anni di militanza fra i 15 e i 21 anni)
  • 4 giocatori cresciuti nei settori giovanili italiani (almeno tre anni in Italia fra i 15 e i 21 anni)

Nel primo gruppo, escludendo i giovani provenienti dalla primavera, il Como non dispone di giocatori eleggibili, mentre nel secondo a rispettare le condizioni sono esclusivamente Vigorito e Goldaniga.

Tuttavia, dai 25 slot disponibili sono esclusi i giocatori Under 23, che possono dunque essere registrati in numero illimitato, prescrizione che ha consentito al Como di poter affrontare la stagione senza doversi limitare ad impiegare esclusivamente 19 giocatori.

Le limitazioni per la lista UEFA

In Europa però la musica cambia. Pur rimanendo invariato il numero di giocatori registrabili in lista A, sempre pari a 25, e i vincoli legati agli otto calciatori cresciuti nella Federazione di appartenenza – di cui quattro devono essere formati nel club –, nel computo rientrano anche i giocatori Under 23, che non sono soggetti a esclusione come in Italia.

Di conseguenza, allo stato attuale tra i calciatori della prima squadra il Como potrebbe registrarne solo 19, ovvero i 17 che possono essere inseriti in lista senza condizione oltre a Goldaniga e Vigorito che contano come giocatori formati localmente, mentre non ci sono calciatori provenienti dal vivaio.

A questi vanno aggiunti i profili che è possibile inserire nella lista B, che devono avere un’età inferiore ai 21 anni e allo stesso tempo devono aver militato all’interno del club per almeno due stagioni consecutive.

Queste condizioni stringenti rispondono solo alcuni giocatori provenienti dalla primavera che difficilmente potranno dare un apporto significativo nella campagna europea.

L’inevitabile ricorso al calciomercato

Tuttavia, pur non potendo contare immediatamente su profili pronti provenienti dal vivaio, in ottica prospettiva il lavoro sulle giovanili darà i suoi frutti nel corso degli anni, come spiegato da Suwarso.

«Per la Champions dobbiamo registrare 17 giocatori, più 4 dal nostro vivaio e altri 4 cresciuti in Italia – ha dichiarato in un’intervista a La Gazetta dello Sport -. Ai 4 dal vivaio non possiamo arrivarci perché la nostra Academy funziona da soli tre anni: abbiamo però già prodotto 10 giocatori convocati nelle nazionali giovanili, meno solo della Juve, e Fabregas ne ha già aggiunto qualcuno in prima squadra».

Nella stretta attualità diventa però fondamentale rivolgersi al calciomercato al fine di consegnare a mister Fabregas una rosa sufficientemente strutturata per affrontare la Coppa dei Campioni.

«Per gli italiani: non è che non vogliamo farli giocare, è che cerchiamo giocatori adatti al nostro stile e comprare in Italia è più difficile che comprare all’estero. Stiamo cercando le opportunità giuste sul mercato per rinforzarci, ma è presto per capire chi è davvero disponibile».

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