Zerocinquantuno
·8 marzo 2026
Il credito è finito, il buonismo alla lunga diventa deleterio

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·8 marzo 2026

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Gli ultimi due anni e mezzo del Bologna sono stati un susseguirsi di emozioni, gioie, soddisfazioni e vittorie, frutto di un calcio brillante che ha portato al raggiungimento di obiettivi che solo qualche tempo fa erano insperati. È stato tutto bellissimo.
Arriva però il momento di tirare una riga e iniziare a ragionare in modo diverso. Nessuno pretende che il BFC centri ogni volta l’Europa, ma non si può assistere a prestazioni indecenti come quella di oggi contro il Verona. L’entusiasmo che si era creato sta andando esaurendosi.
Sono infatti già 7 le sconfitte patite al Dall’Ara, 11 in 28 partite, contro le 8 totali della passata stagione. Se prima si poteva dar un credito ad una squadra che fino alla 14^ giornata si era dimostrata stimolante e combattiva, è ora di fare un passo indietro e cominciare a puntare il dito.
L’eliminazione in Coppa Italia contro una Lazio più che malata e in guerra con la proprietà Lotito, unita a varie prestazioni modeste come quella odierna, riportano alle mente i non troppo lontani campionati donadoniani, fatti di nulla, senza sussulti, spesso umilianti. E questo non è accettabile.
Tutti sappiamo che contro la Roma in Europa League sarà complicatissima, i favori non sono certo a favore dei rossoblù. Ma anche passando il turno, dove può arrivare questo Bologna che gioca così male e che appare totalmente svuotato?
Le recenti vittorie con Udinese, Brann e Pisa sono state importanti ma anche fortunose. Certo, meglio vincere che giocar bene e perdere, ma dev’esserci un seguito nei risultati o si è solo fatto il minimo indispensabile per raddrizzare la baracca.
Se la squadra non gira, Italiano non sta trovando la soluzione al problema. Il mister sta traversando la peggior stagione da quando allena. Cosa sia successo in quei due mesi non ci interessa (forse un giorno lo scopriremo), ma gettare nel rusco una stagione ancora in inverno e in questo modo non è accettabile.
Dicevamo: gli applausi incondizionati e le considerazioni buoniste sono ormai inutili se non controproducenti, il credito è finito. La tifoseria, curva in primis, è sempre stata al fianco della squadra, ma la squadra non ha corrisposto questo amore dimostrandosi remissiva e senza mordente in ormai tante, troppe occasioni.
Basta figuracce. Poi per un anno (perché non può saltare tutto per aria all’improvviso) può essere ottavo, nono o decimo posto, ma in campo ci si deve sempre andare concentrati e col coltello tra i denti.









































