Milannews24
·11 settembre 2026
Il dilemma della mediana del Milan: Jashari reclama spazio, ma Modric non si tocca. Ecco quale sarà la gestione di Amorim

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Il centrocampo del Milan si trova davanti a un bivio concettuale che caratterizzerà gran parte dell’annata rossonera. Nel cuore della mediana, infatti, si sta accendendo un duello a distanza estremamente stimolante tra Ardon Jashari e Luka Modric. Il giovane talento svizzero spinge per ottenere un ruolo di primaria importanza e trova l’apprezzamento di Ruben Amorim, ma la realtà delle prime uscite ufficiali ha raccontato una storia diversa: per due volte su tre, la maglia da titolare è finita sulle spalle del fuoriclasse croato. Con un calendario fitto di impegni alle porte, la gestione di questo alternanza diventerà la vera chiave di volta per la compagine milanese.
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L’apporto del numero 14 resta di una qualità indiscutibile: il suo ingresso ha spaccato in due la sfida contro il Torino, dimostrando poi di poter reggere ritmi elevati dal primo minuto contro Venezia e Juventus. La presenza dell’ex Real Madrid comporta però inevitabili compromessi sul piano tattico. La sua gestione delle energie limita l’aggressività nel pressing alto, lasciando talvolta il settore centrale scoperto nelle transizioni difensive, come evidenziato dalle difficoltà sofferte contro i bianconeri.
In quest’ottica, la delicata trasferta contro la Lazio potrebbe rappresentare la mattonella perfetta per Jashari. L’inserimento dello svizzero garantirebbe sostanza e dinamismo nella prima ora di gioco, lasciando a Modric il compito di gestire il pallone con la solita immensa visione di gioco nel quarto d’ora finale.
L’imminente incrocio europeo contro il Benfica complica ulteriormente i piani dell’allenatore portoghese. La tentazione di affidarsi all’inestimabile esperienza internazionale del croato in coppa è forte, il che spalancherebbe le porte della titolarità a Jashari per le gare di campionato contro i biancocelesti e il Lecce. Tuttavia, Ruben Amorim ha già dimostrato di non essere del tutto prevedibile nelle sue scelte di formazione.
Un’ulteriore esclusione per l’ex Lucerna rischierebbe di minare la tenuta psicologica di un profilo giovane che ha bisogno di minuti e continuità per esprimere appieno il proprio potenziale. La vera sfida del tecnico sarà trovare la formula ideale per valorizzare una promessa del futuro senza privarsi del carisma e dell’estro infinito di una leggenda.







































