Milannews24
·13 agosto 2026
Il flop di Nkunku al Milan: un anno da incubo tra numeri impietosi e grandi aspettative tradite

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Dodici mesi fa l’arrivo a Milanello di Christopher Nkunku aveva infiammato la piazza rossonera, accolto come il grande colpo in grado di svoltare il reparto offensivo. La dirigenza del Milan non aveva badato a spese, sborsando ben 37 milioni di euro per strapparlo alla concorrenza e consegnarlo all’allora guida tecnica. Un investimento economico di primissima fascia, accompagnato da aspettative altissime e dalla convinzione di aver inserito in rosa un elemento capace di fare la differenza in Serie A grazie alla sua spiccata qualità tecnica e alla duttilità tattica.
Oggi, a distanza di un solo anno, la realtà descrive uno scenario completamente opposto. Il giudizio definitivo maturato in estate da Ruben Amorim non lascia spazio a interpretazioni: il francese è stato inserito in cima alla lista dei calciatori cedibili e ritenuti fuori dal progetto tecnico. Un epilogo amaro che certifica il fallimento di un’operazione rivelatasi un vero e proprio abbaglio di mercato.
L’impatto con il campionato italiano si è rivelato fin da subito estremamente complicato per l’ex Chelsea. La stagione di Nkunku si è divisa tra alti pochissimi e bassi prolungati, caratterizzati da una cronica assenza di continuità nelle prestazioni e da una condizione fisica mai del tutto brillante. Nel corso dell’annata l’attaccante non è mai riuscito a conquistare i gradi di titolare inamovibile, collezionando rendimenti al di sotto delle attese e un bottino realizzativo decisamente magro a fronte della valutazione del cartellino.
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Anche nel corso della recente tournée estiva e delle prime uscite agli ordini di Amorim, il giocatore non è riuscito a ribaltare le gerarchie: impiegato sempre a partita in corso, ha trovato la via della rete soltanto su calcio di rigore nell’amichevole contro l’Inter. Segnali troppo deboli per convincere il tecnico portoghese, che ha preferito bocciare senza appello l’esterno offensivo.
La società è ora al lavoro per trovare una soluzione vantaggiosa che permetta di cedere il cartellino e sfoltire una rosa in piena rivoluzione, mettendo la parola fine a una parentesi milanista che si chiude tra cocenti delusioni e numeri ben lontani dalle premesse della vigilia.
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