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·27 aprile 2026

Il Governo spinge per il commissariamento della FIGC: il CONI resta cauto

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La bufera sul caso Rocchi scuote non solo il calcio, ma anche la politica. Il governo spinge per un cambio radicale, mentre il CONI invita alla cautela. Il commissariamento della FIGC torna al centro del dibattito.

Dopo il post del ministro per lo Sport Andrea Abodi, che aveva chiamato in causa il CONI, è arrivata una presa di posizione ancora più netta dalla Lega di Matteo Salvini. Il partito ha parlato di un calcio italiano in grande difficoltà, tra scandali e risultati deludenti, chiedendo apertamente il commissariamento della FIGC per ripartire con un rinnovamento profondo.


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Il Governo spinge, ma il CONI resta cauto

Le pressioni politiche sul calcio italiano diventano quindi sempre più forti. L’idea del commissariamento torna d’attualità, anche se la Federazione è attesa tra meno di due mesi dall’elezione di un nuovo presidente, chiamato a presentare un piano di riforme. Abodi, però, sembra non considerare sufficiente un semplice cambio di guida. La sua posizione è chiara: servirebbe una trasformazione più radicale, capace di modificare le basi del sistema, compreso lo statuto federale.

La decisione finale, però, non spetta al governo. L’unico soggetto autorizzato ad avviare un eventuale commissariamento è il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. Prima del caso Rocchi, Buonfiglio aveva già spiegato che, al momento, non ci sarebbero le condizioni per procedere. E nonostante il clima sia cambiato, la situazione resta complessa. Lo Statuto del CONI prevede infatti circostanze precise per commissariare una Federazione, e al momento non esisterebbero ancora elementi accertati tali da giustificare una misura così drastica.

Giunta divisa e rischio ricorsi

Un altro nodo riguarda la Giunta CONI, che dovrebbe votare l’eventuale commissariamento. Non è affatto scontato che Buonfiglio possa ottenere una maggioranza compatta, anche perché al suo interno siedono figure vicine ai possibili scenari futuri della FIGC. In caso di forzatura, inoltre, non si può escludere un ricorso al TAR da parte della Federazione o della Lega Serie A. Un’eventuale bocciatura renderebbe la posizione del presidente del CONI politicamente molto delicata.

Per questo Buonfiglio si muove con estrema prudenza. Il tema è pesante, la pressione cresce, ma prima di arrivare a una decisione così forte serviranno valutazioni lunghe e molto attente.

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