Il grido di Careca: «Basta calcio robotizzato! Ancelotti col Brasile è condannato a vincere» | OneFootball

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Calcionews24

·22 maggio 2026

Il grido di Careca: «Basta calcio robotizzato! Ancelotti col Brasile è condannato a vincere»

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L’ex bomber dello scudetto azzurro, Careca, si racconta a tutto campo: dal Napoli post-Conte a Sarri, dal dramma dell’Italia fuori dal Mondiale

A Napoli Antonio Careca ha vinto lo scudetto con Maradona e ha portato la sua anima brasiliana. Alla vigilia del Mondiale, l’attaccante brasiliano si è confessato a Tuttosport.


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CONSIGLI AI RAGAZZI «Cerco di passare il messaggio che il calcio richiede divertimento, ma anche lettura, piede destro, sinistro, posizione, testa sempre alta. Anche in Brasile c’è una crisi di vocazione non solo da voi in Italia c’è questo problema dei telefonini che fanno perdere troppo tempo. Stiamo perdendo la nostra caratteristica di Paese dove si è sempre giocato per strada. Adesso non ci va più nessuno. E’ chiaro che cambiano le generazioni, ma noi a casa ci stavamo un gran poco. Occorre però che anche i genitori influiscano sul far tornare i bambini a giocare».

HA SEGUITO LA SERIE A «Certo come sempre. L’Inter ha fatto una stagione perfetta, ha allungato per tempo e il Napoli non ha potuto che accontentarsi del secondo posto. E’ comunque un buon risultato, l’obiettivo era andare in Champions League ed è stato raggiunto. L’Inter è stato più forte, quasi imbattibile. Mi piacerebbe vedere l’anno prossimo il Napoli almeno in semifinale o anche finale di Champions. E’ difficile, ma si può fare. Adesso scopriremo cosa ne sarà del dopo Conte».

SARRI «Sarri porta grande aspettative. Conosce già l’ambiente, ha già fatto bene. Gli piace giocare un buon calcio, ha una mentalità brasiliana. Anche se pure da noi adesso stanno prendendo piede gli allenatori che per tenersi stretto il posto puntano a fare risultato con un calcio meno spettacolare e più redditizio. Io dico che si può anche perdere, non è la fine del mondo, ma se giochi bene hai fatto il massimo. Io ho fatto allenatori che ci facevano giocare liberi: Telê Santana, Cilinho che ho avuto al San Paolo ed era uno spettacolo vedere come ci allenava e quello che facevamo in campo. Lui ci diceva che bisognava appagare chi paga il biglietto».

L’ITALIA «E’ un peccato mortale che l’Italia non vada nemmeno quest’anno al Mondiale. Tre volte senza gli azzurri. Incredibile, incredibile».

ANCELOTTI UOMO GIUSTO «Questo lo sapremo dopo il Mondiale. Se avrà vinto sarà stato quello giusto altrimenti no. Per cominciare ha fatto benissimo a convocare Neymar anzi non dovevano esserci nemmeno dubbi. Per me il vero mostro, fenomeno che abbiamo in questo momento in Brasile è lui. Non ne vedi altri per adesso con la sua classe. Ha avuto un sacco di problemi, gli infortuni ne hanno condizionato la carriera, ma ha 34 anni non 40 e può ancora dire la sua. Ho visto che ha ancora qualche problema fisico, ma penso possa smaltirlo con l’inizio del Mondiale. Tecnicamente è un fenomeno e i fenomeni bisogna sempre averli in squadra. Ora tocca ad Ancelotti non diventare un allenatore in più tra quelli che negli ultimi anni non sono riusciti a far vincere il Brasile. Anche da noi la gente è esigente come in Italia, ma Carlo ha una grande qualità: sa fare spogliatoio, gestire una squadra ed è quello che serve al Brasile».

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