Il Milan cambia rotta su Tomori: fine dell’esilio e reintegro d’emergenza. Ma c’è un retroscena sul difensore | OneFootball

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·3 settembre 2026

Il Milan cambia rotta su Tomori: fine dell’esilio e reintegro d’emergenza. Ma c’è un retroscena sul difensore

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Il Milan cambia idea su Tomori: a fine mercato, il difensore viene reintegrato nella rosa di Amorim e spunta un retroscena

Il gong della sessione estiva di trasferimenti ha lasciato in eredità un colpo di scena inatteso a Milanello. Bloccato dall’infortunio alla caviglia che frena Matteo Gabbia e dal mancato affondo decisivo per nuovi centrali, il club rossonero ha scelto di azzerare la linea intransigente adottata nelle scorse settimane, richiamando nei ranghi Fikayo Tomori.

Per il difensore britannico classe 1997 si interrompe così un purgatorio durato settimane, trasformato improvvisamente in un ritorno a pieno titolo nei piani tattici di Rúben Amorim in vista della supersfida di Torino.


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Il retroscena con il Fulham e l’inversione di rotta della società

Fino a poche ore dalla fine delle trattative, il percorso del centrale sembrava segnato lontano dall’Italia. Inserito d’autorità nel blocco dei calciatori considerati in esubero — un gruppo di epurati che comprendeva pedine come David Odogu, Youssouf Fofana, Santiago Giménez e Christopher Nkunku, tutti poi accasati altrove — l’inglese ha visto sfumare il trasferimento al Fulham sul filo di lana.

Di fronte all’impossibilità di monetizzare e con le rotazioni del reparto arretrato ridotte all’osso, la dirigenza ha preferito fare marcia indietro. Il giocatore tornerà a indossare la casacca numero 23 e sarà abile e arruolato per il match dell’Allianz Stadium.

La coerenza smarrita e le precedenti parole del tecnico

La scelta operata da Via Aldo Rossi apre inevitabilmente a forti riflessioni sulla linea societaria, sollevando polemiche tra tifosi e addetti ai lavori. Soltanto sette giorni prima della gara contro il Venezia, infatti, lo stesso allenatore portoghese aveva tracciato un confine netto e insuperabile riguardo ai giocatori esclusi dal progetto tecnico, blindando la propria gestione dello spogliatoio.

«Alcuni giocatori, anche se non lasceranno il club, non faranno parte della squadra. È impossibile allenarsi durante la settimana con 27 giocatori. Nessuno riesce a prepararsi al meglio. Dunque, ci sono alcuni giocatori che se rimarranno non saranno parte della squadra», aveva dichiarato categoricamente Amorim.

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