Tribune Nantaise
·3 settembre 2026
Il Nantes ha fatto la sua rivoluzione… davvero in meglio?

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·3 settembre 2026

Nuovo allenatore, profondo restyling della rosa… Nel giro di una settimana, il FC Nantes ha cambiato drasticamente volto. Basterà per rialzare la testa e tornare ambizioso dopo un inizio di stagione fallimentare? Analisi.
Dopo tre sconfitte in altrettante giornate di Ligue 2, la famiglia Kita ha deciso di battere i pugni sul tavolo. Fuori Michel Der Zakarian, il cui ritorno si è rapidamente trasformato in un fiasco dentro e fuori dal campo. Libero dopo l’addio al Red Star al termine della scorsa stagione, Grégory Poirier ha preso il suo posto sulla panchina del Nantes. Una vera svolta a 180 gradi, visto che i due uomini hanno una visione del calcio molto diversa.
In piena ascesa da cinque anni, con una doppia promozione dal National 2 alla Ligue 2 con il Martigues, prima di un passaggio di rilievo al Red Star, club con cui ha disputato i playoff promozione per la Ligue 1 nella scorsa stagione, Grégory Poirier aspettava la giusta occasione per trasferire le sue competenze in un club di categoria superiore. Accostato alla Ligue 1, in particolare al Tolosa, durante l’estate, il tecnico originario di La Rochelle ha infine fatto il grande salto a Nantes, in Ligue 2.
Un progetto quantomeno rischioso, alla luce dell’instabilità del club negli ultimi anni, con non meno di 24 cambi di allenatore dal 2007 e dall’inizio dell’era Kita. Al suo arrivo, Grégory Poirier ha inoltre ereditato una rosa piuttosto qualitativa ma particolarmente sbilanciata, con vere lacune sia sulle fasce sia a centrocampo.
E anche in questo caso, il FC Nantes ha deciso di rivedere i propri piani nell’ultima settimana del mercato estivo. Oltre ad Antoine Joujou, il cui acquisto era stato definito ancor prima del cambio di allenatore, Grégory Poirier è riuscito a ottenere l’arrivo di due uomini chiave del suo Red Star della scorsa stagione: Ryad Hachem e Balthazar Pierret.
Il primo è stato uno dei migliori centrocampisti della Ligue 2 lo scorso anno e resta una soluzione di ripiego assolutamente valida anche sulla corsia sinistra. Il secondo, passato anche da Boulogne-sur-Mer e QRM nelle prime fasi della carriera, gioca anch’egli in mezzo al campo e avrà senza dubbio il compito di portare quella serenità e quella qualità tecnica che mancano terribilmente alla prima costruzione del Nantes.
Consapevole anche delle proprie lacune sulle corsie laterali e molto probabilmente per offrire a Grégory Poirier la possibilità di schierare una difesa a tre centrali, il FC Nantes ha messo gli occhi anche su due esterni a tutta fascia ben noti a chi segue la Ligue 2. Come Hachem e Pierret, Fodé Doucouré, arrivato dal Le Havre, ha giocato sotto gli ordini di Grégory Poirier al Bauer nella stagione 2024/2025. Quanto ad Amin Cherni, ha senza dubbio lasciato un buon ricordo a Laval, con un’esperienza di rilievo tra il 2023 e il 2025.
L’ultimo cantiere del FC Nantes riguardava il reparto offensivo. Nonostante l’acquisto di Killian Corredor e la permanenza in rosa di Ignatius Ganago, la dirigenza nantesina voleva a tutti i costi ingaggiare un altro attaccante. Tanto più che Herba Guirassy (Young Boys) e Mostafa Mohamed (Konyaspor) hanno fatto le valigie nelle ultimissime ore del mercato.
E dopo aver incassato il rifiuto di Timothé Nkada, che ha preferito trasferirsi al Troyes in Ligue 1, il Nantes ha spinto forte per strappare Thomas Robinet, autore di 18 gol (in tutte le competizioni) con il Dunkerque la scorsa stagione. Anche a costo di pagarlo caro. Oltre a un’indennità di trasferimento stimata in 1,5 milioni di euro, il Nantes avrebbe anche fatto un ponte d’oro al giocatore cresciuto nel Sochaux, fresco trentenne, con un contratto di due stagioni (+ una opzionale) e uno stipendio che sarebbe fuori portata per alcuni club di Ligue 1.
Ma di fronte all’intransigenza del Dunkerque nel lasciar partire il suo giocatore, il FC Nantes è stato costretto a rilanciare per ottenere il via libera. Un movimento che dice soprattutto molto sulla mancanza di programmazione dei dirigenti nantesini, che hanno chiuso questo affare sul gong, senza mai dare l’impressione di avere un qualsivoglia piano B in caso di fallimento delle trattative.
Alla fine, il FC Nantes avrà ingaggiato non meno di 12 giocatori in due ondate ben distinte. La prima all’inizio del mercato (Corredor, Perrin, Cafaro, Younoussa, Dupé), senza correggere davvero gli squilibri piuttosto evidenti della rosa. La seconda proprio alla fine della finestra di mercato (Robinet, Cherni, Doucouré, Hachem, Pierret, Joujou), sulla scia di un cambio di allenatore e forse anche di una reale presa di coscienza. Senza dimenticare Saïdou Sow, acquistato a inizio agosto.
Nel complesso, il mercato del Nantes in entrata sembra piuttosto coerente ed equilibrato, con certezze del campionato, giocatori che si conoscono e che hanno già giocato insieme. Il tutto per formare una rosa piuttosto complementare e profonda. Tuttavia, un club può diventare rapidamente competitivo ingaggiando la metà della sua potenziale formazione titolare nelle ultimissime ore del mercato? Quale sarà l’atteggiamento di coloro che vedranno peggiorare il proprio status?
Il FC Nantes non ha forse perso tempo prezioso richiamando un Michel Der Zakarian ormai a fine corsa, le cui ultime esperienze sono state disastrose, invece di affidare subito le chiavi del camion a Grégory Poirier fin dall’inizio dell’estate? Questa scelta di comodo potrebbe costare cara al momento di tirare le somme a fine stagione. Nel frattempo, il FC Nantes cercherà di recuperare rapidamente il ritardo, sia in termini di classifica sia sul piano dell’esperienza collettiva, per sperare di inserirsi nella lotta per le posizioni alte.
Sulla carta, tutte le speranze sono permesse. Resta da confermare sul campo.
Romain PECHON
Crediti foto: Herve Bellenger/Icon Sport
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.
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