Il Napoli è solido ma il peso di Conte si fa e si farà sentire sul bilancio. Analisi e studio del banchiere Fabrizio Vettosi | OneFootball

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Calcio e Finanza

·16 aprile 2026

Il Napoli è solido ma il peso di Conte si fa e si farà sentire sul bilancio. Analisi e studio del banchiere Fabrizio Vettosi

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Il modello Napoli come caso di studio nel calcio italiano: sostenibilità economico-finanziaria, valorizzazione degli asset e una recente discontinuità che coincide con un preciso passaggio tecnico. È questo il filo conduttore dell’analisi di Fabrizio Vettosi (uno dei banchieri di investimento più apprezzati sul mercato italiano) per Calcio e Finanza, uno studio (scaricabile in fondo all’articolo) che ricostruisce l’evoluzione economica del club e che, nelle parole dello stesso banker, trova una chiave di lettura chiara: «Il Napoli è uno dei pochi casi in cui il modello di business è stato interpretato correttamente fin dall’inizio».

Nel periodo 2008-2025 il club ha generato circa 3,6 miliardi di euro di ricavi, con una struttura estremamente definita: il 48% deriva dai diritti audiovisivi, il 21% dalle plusvalenze e il 18% dall’area commerciale. «I diritti audiovisivi sono il centro, lo stadio virtuale. È lì che si gioca il modello del calcio italiano», osserva Vettosi a Calcio e Finanza. Anche in presenza di limiti infrastrutturali, il Napoli ha costruito la propria competitività su questo asse, sviluppando parallelamente una crescita dei ricavi ricorrenti fino ad arrivare a incassare circa 180 milioni annui in assenza di partecipazione alla massima competizione europea, e stabilizzandosi a 250 milioni con la partecipazione alla Champions League in caso di accesso agli ottavi.


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Alla base c’è la visione di Aurelio De Laurentiis. «Quando lo conobbi nel 2005 gli dissi che avrebbe fatto grandi cose», racconta Vettosi. «Non veniva dal calcio, non aveva mai giocato e arrivava dal mondo del cinema e quindi dei diritti immateriali: aveva tutte le condizioni per essere asettico verso il settore calcistico e applicare un modello industriale nella gestione del club». Da qui nasce quella che il banker definisce una rottura concettuale rispetto alla narrativa tradizionale: «Per anni si è detto che il risultato sportivo genera quello economico. Io credo l’esatto contrario: è la sostenibilità economico-finanziaria che determina il risultato sportivo nel medio termine».

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