Calcio e Finanza
·10 settembre 2026
Il nuovo piano di Oaktree per l'Inter: acquistare un club satellite entro il 2027

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·10 settembre 2026

Un secondo club europeo da inserire nell’orbita dell’Inter, con l’obiettivo di creare un ulteriore passaggio nella crescita dei giovani nerazzurri e, allo stesso tempo, una piattaforma attraverso cui sviluppare nuovi talenti e valorizzare l’investimento nel tempo. È questo il nuovo progetto allo studio di Oaktree, che punta ad ampliare la struttura sportiva del club attraverso l’acquisizione di una società all’estero.
Il piano è ancora in una fase esplorativa, ma le tempistiche potrebbero essere relativamente rapide. L’obiettivo sarebbe infatti quello di individuare l’occasione giusta e arrivare all’acquisizione entro il 2027, così da poter sfruttare il nuovo club già in occasione del mercato estivo della stagione 2027/28. Anche il perimetro economico dell’operazione sarebbe già stato delineato. L’Inter starebbe valutando società con una valorizzazione compresa indicativamente fra 25 e 40 milioni di euro, una cifra che consentirebbe di entrare nel capitale di un club dalle dimensioni contenute ma con sufficienti prospettive di crescita.
Alla base del progetto ci sarebbe innanzitutto una motivazione sportiva. Dopo la nascita dell’Inter Under 23, impegnata in Serie C, il club vuole costruire un percorso sempre più strutturato tra settore giovanile, seconda squadra e prima squadra.
Il salto diretto dalla Serie C alla formazione maggiore rimane infatti complicato anche per i prospetti più interessanti, mentre portare l’Under 23 stabilmente in Serie B richiede tempi difficilmente prevedibili. L’acquisizione di una società straniera offrirebbe così un gradino intermedio, permettendo ai giovani nerazzurri di confrontarsi con un calcio di livello superiore prima dell’eventuale ritorno ad Appiano Gentile.
Un percorso destinato a integrarsi ulteriormente con l’organizzazione dell’Inter. Una volta completati i lavori al centro sportivo, prima squadra e Under 23 potranno infatti lavorare all’interno della stessa struttura, facilitando il passaggio dei giovani da una formazione all’altra. Il club satellite aggiungerebbe un ulteriore sbocco a questa filiera.
Ma il progetto avrebbe anche una forte componente economica. La società acquisita dovrebbe essere scelta fra realtà con margini di crescita e rivalutazione, sia attraverso i risultati sportivi sia attraverso lo sviluppo e la compravendita dei calciatori. In prospettiva, Oaktree potrebbe quindi beneficiare anche dell’aumento del valore del club stesso, fino a un’eventuale futura cessione.
L’Inter starebbe guardando soprattutto a Portogallo, Belgio e Olanda, tre campionati tradizionalmente particolarmente attivi nella valorizzazione dei giovani e nel player trading. Tra le possibilità prese in considerazione ci sarebbe anche la Svizzera, mentre un’alternativa sarebbe rappresentata dalla Segunda División spagnola. La preferenza andrebbe verso una società già presente nella prima divisione nazionale, mentre nel caso della Spagna potrebbe essere sufficiente anche un club della seconda serie.
A rendere interessanti questi mercati non è soltanto la capacità di sviluppare talenti. Un fattore centrale riguarda infatti le differenti normative sul tesseramento dei calciatori extracomunitari, sia per quanto riguarda i limiti all’utilizzo sia per i percorsi che possono portare i giocatori a essere equiparati ai comunitari. La Spagna, per esempio, rappresenta un mercato particolarmente interessante per i calciatori sudamericani, che in determinate condizioni possono richiedere la cittadinanza dopo due anni di residenza legale. Un club satellite potrebbe quindi diventare anche una porta d’ingresso verso talenti che altrimenti sarebbero più difficili da inserire direttamente nella rosa dell’Inter.
Portogallo, Olanda e Belgio rappresentano inoltre alcuni dei principali snodi europei per la valorizzazione internazionale dei calciatori. Secondo i dati CIES relativi al periodo 2014-2023, il 91% dei ricavi da trasferimenti dei club portoghesi è arrivato da operazioni con società straniere, quota che raggiunge il 90% in Olanda e l’87% in Belgio.
L’eventuale operazione inserirebbe l’Inter in una tendenza ormai consolidata nel calcio europeo. Il riferimento più evidente è il City Football Group, che ha costruito attorno al Manchester City una rete internazionale di società che comprende anche il Palermo. Un altro esempio è rappresentato da BlueCo, proprietaria del Chelsea e dello Strasburgo, con il club francese utilizzato anche come piattaforma per lo sviluppo di giovani calciatori. Senza dimenticare il modello Red Bull tra Lipsia e Salisburgo, RedBird che controlla Tolosa e Milan o realtà più recenti come il Krause Group, proprietario del Parma, che ha acquisito il Casa Pia, club della prima divisione portoghese.
L’Inter dovrebbe tuttavia costruire il proprio progetto tenendo conto delle regole UEFA sulle multiproprietà. Una delle condizioni nella scelta della società potrebbe quindi essere la riduzione del rischio che i due club si ritrovino contemporaneamente nella stessa competizione europea. Le normative UEFA prevedono infatti limiti stringenti nel caso di società riconducibili alla stessa proprietà e impongono requisiti di indipendenza nella gestione sportiva. A questi si aggiungono i vincoli relativi ai prestiti e ai trasferimenti fra società collegate, oltre ai controlli sulla congruità economica delle operazioni.
L’acquisto di una seconda società rappresenterebbe così un nuovo tassello nella strategia di Oaktree, che appare orientata verso un investimento di medio-lungo periodo nel sistema sportivo. Sul fronte dell’Inter, il fondo ha già sostenuto la nascita dell’Under 23 e gli investimenti sulle infrastrutture, mentre parallelamente sta osservando anche altri dossier nello sport milanese, dall’interesse per il progetto NBA Europe fino alle valutazioni sull’Olimpia Milano.
Per il club nerazzurro, l’operazione avrebbe però soprattutto una funzione precisa: costruire una vera e propria filiera internazionale del talento, capace di collegare settore giovanile, Under 23, un eventuale club satellite e prima squadra. La ricerca è partita. Ora la questione centrale sarà individuare una società con costo sostenibile, campionato adatto allo sviluppo dei giovani, normativa favorevole sugli extracomunitari e potenziale di rivalutazione. Con un orizzonte temporale già fissato: arrivare all’operazione in tempo per poter sfruttare la nuova struttura a partire dall’estate del 2027.







































