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·4 ottobre 2026
Il paradosso di Ismajli: pilastro insostituibile in Nazionale, ma al Torino insegue

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Nel calcio moderno esistono dinamiche e gerarchie capaci di disegnare destini apparentemente opposti per lo stesso calciatore. È il curioso caso che sta vivendo Ardian Ismajli, il difensore centrale classe 1996 di proprietà del Torino che sta sperimentando una vera e propria “anomalia” tattica tra club e palcoscenico internazionale.
Se andiamo ad analizzare il rendimento del difensore con la maglia dell'Albania, i numeri rasentano la perfezione. Sotto la guida del commissario tecnico Rolando Maran, Ismajli è una colonna portante, un leader emotivo e tecnico della retroguardia: nelle tre partite di Nations League disputate non ha saltato nemmeno un minuto, confermandosi un perno insostituibile a livello europeo.

LA SITUAZIONE IN GRANATA E IL FUTURO IN BILICO
Una volta varcati i cancelli del Filadelfia, la musica cambia radicalmente. Per l'allenatore granata Ignazio Abate, l'ex Empoli non è considerato una prima scelta nello scacchiere difensiva. Le gerarchie strutturate in estate vedono il terzetto composto da Cömert, Saul Coco e il giovane Pietro Comuzzo stabilmente davanti nelle preferenze del mister. Finora Ismajli ha collezionato quattro presenze in Serie A (il 40% delle quali da titolare), spesso per il forfait di un compagno di reparto.
A rendere ancora più intricata la situazione interviene il fattore contrattuale. Il contratto del difensore è in scadenza a giugno 2027 (anche se il Torino ha la possibilità di prolungarlo per un'ulteriore stagione)







































