Juventusnews24
·19 agosto 2026
Il peso degli esuberi sulle spalle della Juve, gli ingaggi monstre rallentano le operazioni in uscita

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Il calciomercato in uscita rappresenta una priorità strategica per la dirigenza, chiamata a sfoltire la rosa e alleggerire il monte ingaggi complessivo prima di intervenire sul campo. La presenza di diversi elementi fuori dai piani tecnici sta condizionando le trattative, principalmente a causa dei compensi percepiti dai singoli tesserati. In cima a questa speciale graduatoria economica si colloca Jonathan David, il cui contratto pesa per 11,5 milioni lordi a stagione sulle casse del club bianconero. A seguire c’è Teun Koopmeiners, che percepisce 6,2 milioni lordi all’anno, costituendo un altro capitolo finanziario rilevante nella gestione delle uscite societarie.
Scorrendo i numeri della rosa, anche nel reparto arretrato e in mediana figurano emolumenti considerevoli. Federico Gatti ha un accordo da 5,7 milioni lordi, mentre a quota 5 milioni lordi troviamo sia Arthur Melo sia Nico Gonzalez. Per quanto riguarda i pali, Michele Di Gregorio registra un ingaggio pari a 3,8 milioni lordi. Ciascuno di questi profili comporta valutazioni complesse per i potenziali acquirenti, poiché l’onere economico limita il raggio d’azione di molte società interessate. Riuscire a trovare una destinazione gradita e sostenibile resta un obiettivo fondamentale per preservare l’equilibrio dei conti senza svalutare il patrimonio tecnico.
Il quadro dei compensi si completa con altri elementi di esperienza e prospettiva che attendono di definire il proprio futuro. L’accordo di Arkadiusz Milik ammonta a 3,4 milioni lordi, seguito da Daniele Rugani che percepisce 3 milioni lordi. Chiudono il bilancio Fabio Miretti e Juan Cabal, entrambi legati a un compenso stagionale di 2 milioni lordi. Tutte queste cifre dimostrano come la dirigenza debba operare con estrema attenzione per sbloccare le cessioni e rimodulare il budget. Trovare una soluzione condivisa per ciascun contratto consentirà di completare i movimenti e programmare con maggiore serenità i prossimi impegni sportivi, ma il tempo a disposizione della società è poco.







































