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·19 giugno 2026

Il regalo di Pellegrini

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Accelerata per il rinnovo di Pellegrini, c’è l’intesa di massima. Si discute sulla durata: il calciatore vorrebbe firmare fino al 2030, la Roma propone il 2029.

Corriere dello Sport (G.Marota) – Lorenzo, che regalo vuoi? Chissà se a Pellegrini la Roma lo ha davvero chiesto, oggi che festeggia 30 anni. La risposta sarebbe piuttosto scontata, eppure significativa nel contesto in cui viene fornita: legarsi a vita ai colori per i quali ha sempre tifato fin da ragazzino, gli stessi che ha sempre difeso, anche quando la sua presenza sembrava più un peso che una risorsa. A stagione finita, prima con Massara e adesso con Lombardo, il ds ad interim ispirato dalla visione di D’Amico, l’uomo mercato che potrà firmare le operazioni solo dal primo luglio, l’entourage di Pellegrini ha provato a tessere la tela del nuovo contratto.


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In principio, a dirla tutta, l’aveva già imbastita Gasperini, il primo sponsor della permanenza del numero 7 e pure di Dybala: GPG chiede attaccanti con il dribbling e le accelerazioni nel Dna, ma sa che ogni squadra che si rispetti attinge dalle proprie risorse più tecniche nel momento del bisogno. Ecco perché Pelle e la Joya, pur non essendo due attaccanti “gasperiniani” nel senso più stretto del termine, sono fondamentali per lui.

Nelle scorse ore c’è stata un’accelerata forse definitiva per il futuro di Lorenzo, tanto da far immaginare a molti (non solo ai tifosi) che per il compleanno di uno dei suoi simboli il club stesse preparando una sorpresa speciale. La durata contrattuale non è ancora definita, visto che Pellegrini vorrebbe un quadriennale (scadenza 2030) e il club sembra più orientato su un accordo di tre anni (2029) ma c’è l’intesa sulle cifre nette da garantire al calciatore ogni anno: il calciatore accetterà una decurtazione dello stipendio di oltre il 50%, passando dai 6 milioni netti attuali (così stabilì il rinnovo fuori tempo massimo ai tempi di Tiago Pinto) a circa 2,8 più bonus per raggiungere, e magari scollinare, la soglia dei 3 nel caso in cui la squadra dovesse continuare a marciare stabilmente nelle zone alte della classifica. Dimezzarsi l’ingaggio nella stagione in cui i ricavi della Roma lieviteranno grazie alla qualificazione in Champions non è un affare di poco conto.

È piuttosto il segnale evidente dell’attaccamento del ragazzo a questa maglia, alimentato da quel patto di spogliatoio sancito al ritorno da Verona. Lui, Paulo, Celik, e con loro anche Cristante e Mancini, gli altri due simboli del gruppo che stanno ridiscutendo il loro futuro, si sono promessi di restare per giocare insieme l’Europa dei grandi. L’obiettivo che faticosamente hanno inseguito insieme negli ultimi anni ora vogliono goderselo sul campo, da protagonisti, costruendo poi i presupposti per un domani se possibile ancora più radioso.

Perché il terzo posto di poche settimane fa dev’essere un punto di partenza e non un ipotetico punto d’arrivo. Lorenzo ne ha parlato a lungo in questi giorni anche con Mancini, con il quale ha condiviso le vacanze a Ibiza. Una prima parte insieme alle famiglie, l’altra solo tra amici per raggiungere El Shaarawy (lui ha già salutato tutti) e festeggiare l’addio al celibato del Faraone proprio sull’isola delle Baleari. Oggi Pellegrini dovrebbe rientrare a Roma. La fretta di imbarcarsi è un altro segnale inequivocabile: la svolta è dietro l’angolo.

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