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·4 giugno 2026

Il retroscena della cessione di Gestio Capital di Manfredi: il rifiuto a Garrone e l’accordo con Tey per la Sampdoria

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Sampdoria, il tentativo di Manfredi e il no a Garrone: ecco il retroscena sulla cessione delle quote di Gestio Capital

Grandi retroscena svelati in casa blucerchiata! Nella prima metà di aprile di quest’anno, la Sampdoria ha vissuto un momento di forte tensione tra Matteo Manfredi, presidente del club e fondatore del Fondo Gestio Capital, e l’azionista di maggioranza Joseph Tey. In questa fase delicata, come confermato da Telenord, Manfredi aveva avanzato una proposta per trasferire il 42% delle quote del fondo al patron Edoardo Garrone.

La trattativa, tuttavia, non ha avuto seguito: l’offerta è stata immediatamente respinta, confermando le difficoltà di trovare un’intesa tra le parti e mettendo in luce la complessità delle relazioni tra i diversi soci della Sampdoria.


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Sampdoria, le dimissioni e il rafforzamento del controllo di Tey

Pochi giorni dopo il rifiuto di Garrone, Manfredi e Tey hanno raggiunto un accordo che prevedeva l’uscita di scena del presidente italiano. Il 24 aprile, Manfredi ha formalizzato le proprie dimissioni, lasciando così l’indonesiano come unico proprietario del club con il 99,96% delle quote.

Questa mossa ha sancito il consolidamento del controllo nelle mani del finanziere asiatico e ha chiuso una fase di incertezze interne, garantendo maggiore stabilità alla governance della Sampdoria.

Sampdoria, riflessioni sulle strategie e sulle mosse societarie

Il tentativo di Manfredi di cedere parte delle quote a Garrone ha messo in evidenza la complessità e la natura imprevedibile delle decisioni strategiche dell’ex presidente. L’ipotesi di inserire un investitore esterno come socio di minoranza, in un contesto dominato da Tey, risultava poco fattibile fin dall’inizio.

La vicenda sottolinea come la gestione societaria sia stata caratterizzata da fasi di incertezza e da decisioni rapide, che hanno avuto un impatto diretto sulla struttura e sulla stabilità del club. Il percorso intrapreso evidenzia l’importanza di consolidare il controllo azionario e di chiarire i ruoli all’interno della proprietà, in un periodo in cui la chiarezza e la coesione diventano elementi fondamentali per affrontare le sfide sportive ed economiche della squadra blucerchiata.

Con questa sequenza di eventi, la Samp si trova oggi con una governance più definita, mentre il ruolo di Manfredi, pur significativo, viene definitivamente archiviato, aprendo la strada a una nuova fase di gestione sotto la guida esclusiva di Tey.

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