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·27 maggio 2026

Il ritorno del Campione: Alessandro Nesta è il nuovo allenatore dell’Avellino

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A trent’anni dalla sua ultima apparizione al Partenio, l’ex difensore riparte dalla Serie B con un contratto biennale. L’obiettivo: far sognare una piazza ambiziosa

L’Avellino e Alessandro Nesta si stringono di nuovo la mano, a trent’anni esatti di distanza. L’ultima volta che l’ex difensore calpestò l’erba del Partenio-Lombardi era il 28 agosto 1996, in un Avellino-Lazio di Coppa Italia. All’epoca ventenne, giocava terzino destro, finché un silenzioso Zdenek Zeman non gli profetizzò il futuro calcistico: «Devi fare il centrale». Il resto, tra Champions League, scudetti e un indimenticabile Mondiale, è storia dello sport.


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Oggi, quel ragazzo divenuto leggenda torna in terra irpina per sedersi in panchina. Dopo il classico anno sabbatico, Nesta ha accettato con entusiasmo la sfida dei lupi verdi: firmerà un contratto di due anni. Attualmente a Montreal in Canada per impegni legati al Mondiale, il tecnico sbarcherà in città tra lunedì e martedì per siglare l’accordo secondo quanto scrive La Gazzetta dello Sport.

Per Nesta si tratta di un ritorno in Serie B, campionato in cui cerca ancora il salto di qualità definitivo dopo le oneste e solide stagioni con Perugia (ottavo), Frosinone (ottavo) e Reggiana (undicesimo). L’obiettivo primario è riscattare l’amara retrocessione in Serie A vissuta alla guida del Monza nel 2024-25. Ad Avellino ritroverà il suo ex capitano brianzolo Armando Izzo e, soprattutto, erediterà da Davide Ballardini una squadra carica di entusiasmo, reduce da un sorprendente approdo ai playoff da neopromossa.

Tattica, origini e il nodo stadio

Dal punto di vista tattico, Nesta porterà le sue certezze in campo:

  1. Difesa a tre: un dogma inviolabile per blindare il reparto.
  2. Moduli fluidi in avanti: alternanza tra il 3-4-2-1 e il 3-5-2.

Nonostante il prestigioso curriculum, Nesta non ha mai dimenticato le radici operaie nella periferia romana di Cinecittà. «Chi nasce in periferia ha un’arma in più: la furbizia», ama ripetere. E di questa astuzia avrà bisogno per scuotere un calcio moderno che lui stesso ha recentemente definito “troppo lento, noioso e dove si fischia troppo”.

Sullo sfondo, mentre i tifosi si affidano al suo carisma, resta il nodo del nuovo stadio, priorità assoluta per il neo-sindaco Nello Pizza.

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