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Calcionews24

·17 agosto 2026

Il silenzio di Gasperini nasconde una pressione crescente: così ha spinto il club a cambiare passo sul mercato

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La Roma sotto pressione: l’inquietudine di Gasperini ha acceso il confronto interno e spinto il club verso una svolta di mercato

Gasperini e la Roma, un equilibrio fragile: dietro il silenzio del tecnico c’è un malumore crescente sulle tempistiche del mercato giallorosso. La scelta di non esporsi pubblicamente, di evitare dichiarazioni fragorose e di mantenere un profilo basso, non deve ingannare: dentro Trigoria, Gian Piero Gasperini si è fatto sentire eccome, come riferito dal Corriere dello Sport. Prima e dopo Ferragosto, il tecnico ha chiesto con forza una svolta immediata, convinto che la Roma stesse rallentando troppo su un tema per lui cruciale: l’arrivo dell’ala destra che dovrà affiancare Dybala alle spalle di Malen.


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Il malumore di Gasperini

La Roma ha inseguito questo profilo per settimane, passando da Greenwood a Summerville, poi virando su Godts, El Mala, Alajbegovic, fino alla tortuosa pista Nusa. Un’Odissea che ha coinvolto anche Rodrigo Mora, con occhi strizzati a Fofana, Nkunku e Gboho nei giorni più complessi dei rapporti col Porto. Un percorso lungo, frammentato, che ha alimentato l’inquietudine di Gasperini: una benzina che, se portata davanti ai microfoni, avrebbe incendiato il dibattito pubblico. Il tecnico ha scelto il silenzio, ma dentro la società ha chiesto chiarezza, velocità e decisione.

Le tempistiche, il vero nodo

Gasperini si aspettava un mercato più rapido, soprattutto dopo la qualificazione in Champions League, che ha garantito nuove risorse, e dopo l’arrivo di figure dirigenziali di peso:

  1. il diesse D’Amico, da lui stimato e voluto;
  2. il nuovo amministratore delegato, con poteri ampi e ruolo di tramite con la proprietà.

Eppure, i problemi della scorsa stagione si sono ripresentati: ogni operazione della Roma diventa improvvisamente complicata, i club venditori alzano i prezzi e i tempi si dilatano. Il tecnico chiedeva un trequartista offensivo già a fine luglio, all’inizio del ritiro in Galles. Invece è partito per Cardiff con il solo Santiago Castro, teorico vice‑centravanti, e con Koulierakis arrivato in corsa come alternativa a Hermoso. Molina, titolare designato a destra, ha giocato la sua prima amichevole soltanto due giorni fa. Rodrigo Mora, salvo intoppi, arriverà nella settimana che porta al debutto contro la Fiorentina.

Un mese dopo, la stessa richiesta

«Dobbiamo essere più veloci sul mercato», aveva detto Gasperini il 18 luglio. Un mese dopo, se avesse parlato, avrebbe probabilmente ripetuto lo stesso concetto con toni più duri. Perché, al di là di Mora, il tecnico si aspettava un salto di qualità nelle dinamiche operative del club. La Roma vuole essere ambiziosa, ma per Gasperini l’ambizione deve tradursi in rapidità, programmazione e capacità di chiudere le operazioni nei tempi giusti.

La Roma sta davvero compiendo lo step di crescita che Gasperini si aspettava? La risposta arriverà nelle prossime settimane, quando il mercato sarà chiuso e il campo inizierà a parlare. Ma una cosa è certa: il silenzio del tecnico non è sinonimo di serenità, bensì di attesa. E l’attesa, per un allenatore che vive di ritmo e programmazione, è la vera nemica dell’ambizione.

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