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·9 maggio 2026

Il Torino mette le ali: il colpo di testa è il marchio di fabbrica di D’Aversa

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Con 7 reti complessive tra Serie A e Coppa Italia, i granata dominano i cieli: da Casadei a Simeone, ecco come il Torino scardina le difese avversarie

Torino-Sassuolo 2-1: il verdetto finale di ieri sera è stato determinato dai colpi di testa di Simeone e Pedersen, che hanno permesso di ribaltare il vantaggio di Thorstvedt. Confermano la qualità granata sui colpi di testa. E il primo aspetto interessante è la varietà dei protagonisti. Non c’è un solo “torre” di riferimento, ma una cooperativa che coinvolge attaccanti, trequartisti e persino esterni:

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  1. Cesare Casadei: Il giovane talento si conferma micidiale negli inserimenti, con due reti (contro Udinese e Fiorentina) che ne sottolineano il tempismo e la capacità di colpire sia in elevazione che in tuffo.
  2. Giovanni Simeone: fondamentale la sua capacità di trovare l’angolino, come dimostrato nella sfida inaugurale contro il Pisa e nell’ultima contro il Sassuolo. Il suo è un lavoro di nuca e precisione.
  3. I giganti e gli inserimenti: la potenza di Zapata (gol alla Lazio) e l’opportunismo di Kulenovic e Pedersen completano un pacchetto offensivo che toglie ogni punto di riferimento ai difensori avversari.

Cross e traiettorie: il segreto dei rifinitori

Nessun colpo di testa vincente esiste senza un cross di qualità. Il Torino ha dimostrato di saper crossare in modi differenti per attivare i propri saltatori:

  1. Cross dalla trequarti: i palloni spioventi di Ilkhan ed Ebosse sono stati letali per le difese schierate, permettendo agli attaccanti di arrivare in corsa e sfruttare l’inerzia del movimento.
  2. Sviluppi dalle fasce: le sovrapposizioni di Lazaro, Pedersen e Obrador garantiscono palle tese o morbide che spesso, complice qualche deviazione che manda fuori tempo i portieri, diventano inviti irrinunciabili per chi segue l’azione.

Il cinismo sotto porta e la porta vuota

L’ultimo gol di Pedersen contro il Sassuolo rappresenta l’evoluzione del gioco aereo granata: non solo stacchi imperiosi, ma anche sponde e deviazioni intelligenti. L’assist di Zapata per il norvegese mostra una squadra che sa occupare l’area con molti uomini, pronta a ribadire in rete anche i palloni più sporchi o deviati.

Conclusione: un’arma letale per il finale di stagione

Sette gol di testa sono un bottino pesante che certifica il Torino come una delle squadre più pericolose della Serie A sulle palle alte. In vista delle ultime giornate, questa capacità di trovare la via della rete “per vie aeree” potrebbe essere la chiave per risolvere partite bloccate e scalare posizioni della classifica. La Juve – derby all’ultima giornata – è avvertita…

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