Calcio e Finanza
·2 maggio 2026
Il Venezia vola in Serie A: quanto vale la promozione nel massimo campionato

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·2 maggio 2026

Si accende la volata finale in Serie B e, come ogni primavera, la classifica comincia a pesare anche fuori dal campo. Perché la promozione in Serie A non è soltanto un traguardo sportivo: è, prima di tutto, un salto di scala economico particolarmente rilevante.
Il primo verdetto è già arrivato, quando mancano ancora 90’ al termine della stagione regolare: dopo una annata nel torneo cadetto, il Venezia ha infatti centrato la matematica certezza della promozione in Serie A. Per il secondo e ultimo posto per la promozione diretta, la lotta si risolverà soltanto nell’ultimo turno: al Frosinone basterà un pareggio per chiudere al secondo posto, davanti al Monza.
Per quanto riguarda l’impatto economico della promozione, il dato più immediato riguarda i diritti televisivi. Il sistema di ripartizione – fissato dalla Legge Melandri del 2008 e più volte in seguito ritoccato – distribuisce le risorse secondo un equilibrio tra quota fissa, risultati sportivi e radicamento. In particolare, il 50% viene diviso in parti uguali tra i club, il 28% sulla base dei risultati sportivi e il 22% in base al radicamento sociale.
Entrando nel dettaglio, la quota legata ai risultati è articolata: l’11,2% dipende dalla posizione nell’ultimo campionato, il 2,8% dai punti ottenuti, il 9,33% dai risultati degli ultimi cinque anni e il 4,67% dalla tradizione storica. La parte relativa al radicamento, invece, assegna l’1,1% al minutaggio dei giovani, il 12,54% agli spettatori allo stadio e l’8,36% all’audience televisiva.
La voce legata alla parte uguale da distribuire tra i club è tuttavia quella che fa la differenza per i club neopromossi. Su un monte complessivo di circa 900 milioni, significa all’incirca 450 milioni redistribuiti equamente. Tradotto: nella stagione 2025/26 ogni club incassa circa 22,5 milioni solo per il fatto di esserci, cifra che, al netto di lievi spostamenti, dovrebbe essere confermata anche per la prossima stagione.
Considerando anche le altre componenti, una neopromossa può contare su almeno 25 milioni di euro di diritti tv. Il valore può crescere in funzione dei risultati e del bacino d’utenza, ma la soglia minima è già sufficiente a ridefinire il bilancio di partenza. Con un impatto rilevante quindi sui conti, ma per i quali va considerato tutto: secondo i dati dell’ultimo Report Calcio FIGC, la promozione in Serie A porta ricavi aggiuntivi per 37 milioni di euro complessivi, ma anche una crescita dei costi (+27 milioni) spinta in particolare dagli stipendi (+17 milioni). Tuttavia, l’impatto resta nettamente positivo sul risultato netto (+3,8 milioni): anche nei numeri, quindi, andare in Serie A conviene.







































