Calcio e Finanza
·29 settembre 2026
In aula la partita sul fallimento del Bari: i De Laurentiis non mollano

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·29 settembre 2026

Il 1° ottobre è in programma l’udienza davanti alla quarta sezione del tribunale civile, dopo che la Procura ha chiesto la liquidazione giudiziale della società Bari, controllata dalla famiglia De Laurentiis e la nomina di un curatore.
Come riporta il quotidiano Repubblica-Bari, la proprietà del club biancorosso ha tutta l’intenzione di opporsi alle richieste della procura del capoluogo pugliese e ha messo nero su bianco la volontà di tornare in Serie B. Se la posizione della Procura fosse recepita appieno dal tribunale ecco che il Bari fallirebbe portando con sé immediate ripercussioni sul campionato 2026/27 di Serie C.
La pronuncia sulla liquidazione giudiziale, che non arriverà prima di lunedì, inciderà inevitabilmente sull’inchiesta penale, con Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente presidente del CdA del Napoli e amministratore unico del Bari, indagati per bancarotta. Senza la dichiarazione di fallimento, questo tipo di accusa è di fatto insostenibile.
Il nodo centrale della questione è la diversa valutazione dell’apporto dato dalla controllante Filmauro alla causa biancorossa. Per i pm, essa non garantisce l’esistenza futura del Bari e, soprattutto, non mette al sicuro i suoi creditori. Per la difesa — che insiste a parlare tutt’al più di crisi e non di insolvenza — la rinuncia a 15 milioni di crediti e la disponibilità a immettere ulteriori risorse finanziarie, certificate nel bilancio approvato a fine agosto e accompagnato da una perizia di Elbano De Nuccio, «è la garanzia del mantenimento dell’integrità patrimoniale».
Altre rassicurazioni sul futuro verrebbero dagli investimenti fatti per i nuovi giocatori: «950mila euro per allestire una squadra in grado di conseguire tempestivamente il ritorno in B». E poi, secondo la memoria difensiva, il fatto che tali tesseramenti siano stati ottenuti tramite fideiussioni di Unicredit. Inoltre, la FIGC ha acconsentito all’iscrizione al campionato, anche dopo aver esaminato le doglianze della Procura, mentre la Covisoc ha riscontrato «il rispetto dei criteri legali, economico-finanziari, infrastrutturali organizzativi e sportivi, richiesti per il rilascio della licenza».
La società ha anche fatto fare una stima sul marchio Bari, in base ai possibili scenari futuri, ottenendo una valutazione fra 4,8 e 6,5 milioni. E precisato che la perdita d’esercizio intorno 5 milioni è una molto minore rispetto alla media pari a 12 milioni registrata da società dello stesso livello.
Ma per la Procura il fatto che le squadre di calcio siano «strutturalmente in perdita» non basta a rassicurare sulla attuale situazione del Bari. Così come il fatto che Filmauro abbia immesso in cassa 7,8 milioni (evitando così la ricapitalizzazione) non significa che il Bari abbia ora capacità di adempiere ai suoi obblighi, ma soltanto che «ha un socio che ha pagato». Il giudizio finale spetta al tribunale civile.







































