Inchiesta arbitri, Chiné riapre il dossier sul caso Rocchi: lo scorso anno venne archiviato! I nuovi sviluppi | OneFootball

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·26 aprile 2026

Inchiesta arbitri, Chiné riapre il dossier sul caso Rocchi: lo scorso anno venne archiviato! I nuovi sviluppi

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Inchiesta arbitri, Chiné riapre il dossier sul caso Rocchi: lo scorso anno venne archiviato! I nuovi sviluppi sull’indagine della Procura

La giustizia sportiva si rimette in moto sul caso Gianluca Rocchi. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la Procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha già chiesto alla Procura di Milano gli atti dell’inchiesta che coinvolge il designatore arbitrale, il quale sarebbe indagato per concorso in frode sportiva. Un passaggio immediato, che conferma come la vicenda sportiva non possa considerarsi chiusa, soprattutto alla luce dei nuovi elementi emersi nelle ultime ore. L’interrogatorio di Rocchi davanti ai pm milanesi è fissato per il 30 aprile, data che potrebbe rappresentare uno snodo importante anche per gli sviluppi in ambito federale.

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Il punto centrale è che la precedente archiviazione della Procura FIGC riguardava un quadro diverso. Secondo La Gazzetta, il fascicolo aperto un anno fa nacque dalla segnalazione del 21 maggio 2025 dell’assistente arbitrale Domenico Rocca e ruotava attorno a due episodi specifici: la variazione del voto dell’assistente Perrotti dopo Lazio-Genoa del 27 ottobre 2024 e la presunta segnalazione nella sala VAR di Lissone in occasione di Udinese-Parma. In quella fase, Chinè ascoltò tutti i protagonisti coinvolti. L’osservatore tecnico Riccardo Tozzi spiegò di aver modificato la valutazione di Perrotti dopo aver rivisto un video e negò qualsiasi pressione di Rocchi; anche Daniele Paterna e Simone Sozza, sentiti sul caso Lissone, esclusero interventi esterni, ricordando pure l’utilizzo di cuffie insonorizzate. Da qui l’archiviazione del 29 luglio 2025, condivisa anche dalla Procura Generale dello Sport presso il CONI.

Adesso, però, il quadro è cambiato. La stessa Gazzetta sottolinea che l’archiviazione fu disposta “allo stato degli atti” e non teneva conto delle nuove accuse formulate dalla Procura di Milano, tra cui quelle sulle presunte designazioni “combinate” di Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e di Doveri nella semifinale di Coppa Italia Inter-Milan, oltre alla contestazione sul caso Udinese-Parma. È proprio su questi aspetti che la giustizia sportiva dovrà ora svolgere un percorso autonomo. Se dagli atti milanesi emergeranno davvero elementi nuovi, la FIGC aprirà un nuovo fascicolo. La vicenda, dunque, è tutt’altro che conclusa.

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