Inchiesta arbitri, i nodi da sciogliere: con chi ha parlato Rocchi per evitare che Doveri non arbitrasse l’eventuale finale di Coppa Italia all’Inter? Le zone d’ombra | OneFootball

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Calcionews24

·28 aprile 2026

Inchiesta arbitri, i nodi da sciogliere: con chi ha parlato Rocchi per evitare che Doveri non arbitrasse l’eventuale finale di Coppa Italia all’Inter? Le zone d’ombra

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Inchiesta arbitri, i nodi da sciogliere: con chi ha parlato Rocchi del non gradito Doveri per la designazione della finale di Coppa Italia?

L’inchiesta arbitri in Serie A continua a lasciare diversi interrogativi aperti. Secondo l’analisi de La Gazzetta dello Sport, al momento gli indagati nel fascicolo della Procura di Milano sarebbero cinque: quattro per frode sportiva e uno per false informazioni riferite al pm. Nel primo gruppo figurano Gianluca Rocchi, capo designatore degli arbitri, Paolo Gervasoni, supervisore Var, e gli addetti al Var Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Nel secondo, invece, ci sarebbe Daniele Paterna. Il quadro, però, potrebbe non essere definitivo: non si esclude che possano emergere altri nomi, anche fuori dal mondo arbitrale.


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Uno dei punti centrali riguarda quanto sarebbe accaduto a San Siro il 2 aprile 2025, in occasione del derby di Coppa Italia tra Inter e Milan. Secondo la Procura, Rocchi avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale successiva, con l’obiettivo di garantire poi all’Inter direzioni diverse dal direttore di gara considerato “poco gradito” per l’eventuale finale di Coppa Italia e per le gare di campionato ritenute di maggiore interesse per il club nerazzurro. Restano però aperte due domande: con chi avrebbe parlato Rocchi e su quali basi si sarebbe arrivati a definire Colombo “gradito ai nerazzurri” e Doveri “poco”?

Al momento, come sottolinea La Gazzetta dello Sport, non risulterebbero dirigenti di club di Serie A o Serie B tra gli indagati, nemmeno dell’Inter, citata nell’avviso di garanzia come ipotetica beneficiaria. I capi d’incolpazione parlano di “concorso in frode sportiva con altre persone non identificate”, formula che lascia aperto il tema dei possibili sviluppi. Rocchi, in qualità di designatore, avrebbe potuto muoversi in alcune aree specifiche dello stadio, dalla zona arbitri all’hospitality, dalla tribuna autorità fino agli spogliatoi. Le prossime audizioni, a partire da quelle fissate per giovedì 30 con Rocchi e Gervasoni, potranno chiarire ulteriormente le zone grigie dell’inchiesta.

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