Lazionews24
·9 maggio 2026
Inchiesta arbitri, la Procura va avanti: Schenone sentito, nuove figure nel mirino degli accertamenti

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L’inchiesta arbitri della Procura di Milano entra in una fase di ulteriore approfondimento. Dopo l’audizione di Giorgio Schenone, dirigente dell’Inter e club referee manager nerazzurro, gli investigatori si preparano a sentire altri protagonisti del sistema calcio. La vicenda riguarda il presunto sistema di pressioni attorno alle designazioni arbitrali e Schenone è stato ascoltato come testimone non indagato dal pm Maurizio Ascione.
L’audizione di Schenone sarebbe durata circa tre ore e si inserisce nel lavoro degli inquirenti per ricostruire contatti, rapporti e possibili interlocuzioni avvenute nel corso della stagione 2024/2025. Il dirigente nerazzurro, secondo quanto emerso, non risulta coinvolto come indagato
Questo aspetto resta fondamentale per leggere correttamente la notizia: l’Inter viene citata nell’ambito delle ricostruzioni investigative, ma allo stato attuale non risultano provvedimenti a carico di tesserati del club nerazzurro.
Al centro dell’inchiesta arbitri c’è la posizione dell’ex designatore Gianluca Rocchi, indagato nell’ambito dell’ipotesi di frode sportiva. Secondo la ricostruzione riportata da Calcio e Finanza, gli accertamenti riguardano anche il presunto incontro del 2 aprile 2025 a San Siro, considerato dagli investigatori un passaggio rilevante per comprendere eventuali dinamiche sulle designazioni. In particolare, l’attenzione si concentra sulle scelte relative a Daniele Doveri, arbitro indicato come «poco gradito» all’Inter, e Andrea Colombo, ritenuto invece più gradito in un’altra circostanza.
Il punto centrale, in questa fase, resta la prudenza. Le accuse sono ancora ipotesi investigative e dovranno essere verificate attraverso testimonianze, documenti e riscontri. L’inchiesta arbitri potrebbe allargarsi con nuove audizioni, anche tra figure dirigenziali dei club, ma non è possibile confermare oggi eventuali sviluppi specifici non ancora formalizzati.
La Procura punta a chiarire se vi siano state pressioni effettive o se i contatti rientrassero nelle normali relazioni istituzionali tra arbitri, designatori e società. Una vicenda complessa, destinata a produrre nuovi aggiornamenti e a incidere sul dibattito pubblico attorno alla trasparenza del sistema arbitrale italiano.
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