Calcio e Finanza
·15 luglio 2026
Inchiesta arbitri, le valutazioni dei magistrati: «Pressioni su Rocchi ma non per alterare esito partite»

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·15 luglio 2026

«Nei limiti del materiale probatorio, tra intercettazioni, pedinamenti e testimonianze, sono state ricostruite interferenze e pressioni solo su alcuni dei casi delle designazioni arbitrali al centro dell’inchiesta. Interferenze e pressioni che, però, sulla base in particolare dei dialoghi captati tra Gianluca Rocchi e altri interlocutori, non dimostrano, perché non ci sono le prove, che fossero oggettivamente finalizzate ad alterare l’esito delle partite». È quanto scrivono i magistrati della Procura di Milano in merito all’inchiesta arbitri che va verso l’archiviazione delle posizioni dell’ex arbitro e designatore Gianluca Rocchi e dell’Inter, iscritta nel registro degli indagati nella serata di ieri e dopo qualche ora archiviata.
«Non è emerso, dunque, alcun sistema strutturato per incidere sulla regolarità dei match e nemmeno alcun contatto diretto e intercettato tra l’allora designatore ed esponenti dell’Inter». Non in tutte le quattro partite finite nel mirino, secondo i pm, ci sarebbero state pressioni per le designazioni, ma anche quando ci sarebbero state – è questo il ragionamento degli inquirenti – non avrebbero avuto le caratteristiche necessarie per configurare il reato di frode sportiva, sulla base della giurisprudenza, tra cui la Cassazione su Calciopoli, della almeno «astratta idoneità» a condizionare la gara.
In tre episodi su quattro, ossia Inter-Milan semifinale di Coppa Italia del 23 aprile 2025, Inter-Verona del 3 maggio successivo e Torino-Inter del 26 aprile 2026, l’ipotesi era che le scelte di Rocchi sarebbero state condizionate in relazione al mancato gradimento dell’Inter su alcuni arbitri (Doveri, Sozza, Mariani). Tuttavia, il non volere in campo quel determinato arbitro ed escluderlo non è prova di alterazione della gara, perché dovrebbe esserci, invece, un accordo sulla designazione di un arbitro finalizzato a incidere sulla partita.
Dalle intercettazioni risulta, in sostanza, che Rocchi si sarebbe sentito pressato sulle designazioni, ma sono tutti dialoghi de relato e non c’è mai un contatto diretto con figure del club nerazzurro. In Torino-Inter affidata a Mariani, poi, per la Procura non sarebbero state documentate nemmeno interferenze.







































