Calcio e Finanza
·28 aprile 2026
Inchiesta arbitri, Moggi: «Vogliono fare le scarpe a Marotta perché è il migliore. Rocchi? È una persona integerrima»

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·28 aprile 2026

Sulla inchiesta relativa al mondo arbitrale venuta alla luce sabato, ma in atto dalla Procura di Milano da più di un anno ormai, è intervenuto anche Luciano Moggi, ex amministratore delegato della Juventus coinvolto in Calciopoli nel 2006, per cui è stato radiato a vita dalla giustizia sportiva.
«Vogliono fare le scarpe a Marotta – ha esordito Moggi all’edizione odierna di Libero –. Perché è il più bravo. Hanno fatto lo stesso con me: dicevano che ero il dirigente migliore del mondo, che con me si vinceva, e intanto mi stavano facendo fuori. Ero diventato scomodo. Chi c’è dietro? Questo non va chiesto a me».
«Faccio solo notare le analogie col mio caso – ha continuato l’ex dirigente sportivo che il prossimo 10 luglio compirà 89 anni –. Marotta è uno che sa costruire le squadre, conosce a memoria il calcio, è uno che sa dirigere, viene osannato. In questo calcio mediocre, distrutto nel 2006, i presidenti e i dirigenti capaci si contano sulle dita di una mano, le cito De Laurentiis e Percassi. E poi mi scusi: che interesse avrei, io, a difendere l’Inter?».
Nel merito dell’inchiesta, che vede fra gli indagati anche l’ex designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi: «Siamo alla riedizione di Calciopoli, c’è qualcuno che vuole mettersi in evidenza indagando sul calcio. Da Calciopoli non è uscito niente: c’è stato un pm, Narducci, che ha detto che ho chiuso un arbitro in uno spogliatoio. Ha scambiato una battuta con un sequestro di persona: ma dai, su!».
Ancora su Calciopoli: «La Cassazione ha confermato che nessuna partita del campionato 2004-2005, quello finito al centro dell’attenzione di tutti, è stata alterata. Nessuna. In 170mila intercettazioni sa cos’hanno trovato su Moggi? Zero. Sono stati costretti a ricorrere al reato a consumazione anticipata».
La differenza fra Moggi e Marotta (che non risulta indagato nell’inchiesta in corso): «La differenza che c’è tra Calciopoli e il caos di questi giorni è che Marotta ha una società alle spalle. Pure ai miei tempi non era stato fatto niente: guarda caso l’avvocato della Juve, Zacccone, al quale spesso e volentieri quand’era in vita ho detto che o non aveva letto niente o non aveva capito niente, non mi ha mai querelato. Così come Carraro, l’allora presidente della FIGC, che ha detto un sacco di bugie. L’avvocato della Juventus che patteggia la retrocessione in Serie B… È stato smentito dalla stessa sentenza del processo sportivo, “campionato regolare e nessuna partita alterata”».
«Morti l’avvocato Agnelli, il dottor Umberto e l’avvocato Chiusano è cambiato tutto – continua Moggi ricordando gli anni di Calciopoli – . Evidentemente ero indigesto, ma mica solo io, l’intera triade (Moggi, Giraudo, Bettega, ndr), forse qualcuno anche più di me. Io in FIAT non ci sono mai stato. Rocchi? Lo conosco bene e le dico che è un galantuomo, una persona che non guarda in faccia nessuno, né il padre né la madre. E se rimprovera un arbitro di aver preso delle decisioni sbagliate ha pienamente ragione. Non entro nel dettaglio, non posso conoscere i particolari dell’inchiesta, però lui è una persona integerrima, di questo sono certo. E di sicuro c’è un’aria particolare, si respira qualcosa come ai miei tempi». «Prima di tutto devono eleggere il presidente federale, quindi c’è uno scontro tra diversi gruppi di interesse. Poi si ricorda quando volevano far fuori i designatori, Bergamo e Pairetto, perché erano in carica da troppi anni? – ha continuato Moggi –. Europei 2032 tolto in caso di commissariamento? Ma vi rendete conto? È un modo di Ceferin per difendere l’operato di Gravina, che oltre a essere stato presidente della Federcalcio fino a pochi giorni fa, l’anno scorso è diventato il vice dello stesso numero uno della UEFA, che si è subito scagliato contro la Superlega. Si ricorda cosa disse Gravina? “Chiunque si iscriva alla Superlega verrà escluso dalla Serie A”. Poi la Superlega l’hanno fatta loro, mettendo dentro delle squadrette da tutta Europa, società che non avevano mai disputato una Coppa. Nel frattempo i vertici della FIGC hanno ridotto la Nazionale in queste condizioni, siamo stati esclusi da una squadra che ha giocato in uno stadio che ha la capienza di una curva di San Siro, e nei nostri club giocano solo stranieri. Qualcuno vuole ancora gente così? Avanti… Però in questo modo tra poco i giornali non scriveranno più di calcio».









































