Calcio e Finanza
·9 maggio 2026
Inchiesta arbitri, Schenone al pm: mai parlato di designazioni con Rocchi

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·9 maggio 2026

L’inchiesta della Procura di Milano sul presunto sistema di pressioni legato alle designazioni arbitrali entra in una nuova fase, ma dall’audizione del dirigente dell’Inter Giorgio Schenone non emergono, almeno per ora, elementi diretti sul controverso filone del 2 aprile 2025. Una data diventata centrale nell’indagine che vede coinvolto il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, indagato per l’ipotesi di «frode sportiva» in concorso con altre persone.
Schenone, da sei anni “club referee manager” del club nerazzurro e dunque figura incaricata dei rapporti istituzionali con la Commissione arbitri nazionale, è stato ascoltato come testimone dal pm Maurizio Ascione negli uffici della Procura. Al termine dell’interrogatorio il dirigente interista è uscito senza variazioni nel suo status: nessuna contestazione e nessun cambio di posizione processuale.
Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, gli inquirenti non avrebbero posto a Schenone domande specifiche sui presunti tentativi dell’Inter di influenzare alcune designazioni arbitrali nella fase decisiva della stagione 2024/25. Nessuna domanda, inoltre, sulle intercettazioni tra Rocchi e altri dirigenti arbitrali relative ai desideri nerazzurri riguardo ad alcuni arbitri considerati graditi o indesiderati.
Gli investigatori hanno però fatto ascoltare a Schenone alcune conversazioni telefoniche intercettate nella primavera del 2025, prima dello stop disposto dal gip. In particolare, le telefonate tra Rocchi e il supervisore VAR Andrea Gervasoni e quelle con Riccardo Pinzani, ex assistente arbitrale e all’epoca delegato FIGC ai rapporti con i club.
Nelle intercettazioni Rocchi apparirebbe irritato per le pressioni ricevute affinché venisse designato Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile 2025. Secondo l’ipotesi investigativa, quella scelta avrebbe avuto l’obiettivo di “schermare” il direttore di gara, evitando così che potesse arbitrare successivamente partite decisive per la corsa scudetto dell’Inter. Parallelamente sarebbe stato richiesto anche l’impiego di Andrea Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2025.
Richieste che, ironia della sorte, non portarono fortuna ai nerazzurri: l’Inter perse entrambe le partite, compresa la sfida di Bologna segnata anche da polemiche arbitrali per un possibile episodio sfavorevole alla squadra milanese. Il nodo centrale resta capire chi abbia eventualmente veicolato quei desideri a Rocchi. Gli investigatori hanno cercato di chiarire se il tramite potesse essere stato proprio Schenone, forte anche del rapporto personale costruito negli anni con il designatore: dal 2009 al 2020 i due hanno condiviso spesso il terreno di gioco come coppia arbitrale.
Davanti ai magistrati, però, Schenone ha negato qualsiasi coinvolgimento. Il dirigente avrebbe spiegato di aver sempre trattato questioni arbitrali esclusivamente con Pinzani, figura formalmente incaricata dei rapporti con i club. Inoltre, avrebbe ricordato che, nella stagione di Serie A 2024/25, l’Inter aveva avuto Doveri come arbitro in sei occasioni, praticamente il massimo consentito dal regolamento.
L’inchiesta proseguirà nei prossimi giorni con nuove audizioni. Da capire se le dichiarazioni raccolte possano indirizzare il pm verso ulteriori approfondimenti o nuovi filoni investigativi. Nel frattempo, resta ferma la posizione di Rocchi. Il designatore, che secondo gli inquirenti sarebbe l’unico in grado di chiarire il significato dell’intercettazione sul «loro non lo vogliono più vedere», ha confermato la scelta già comunicata nei giorni scorsi: avvalersi della facoltà di non rispondere.







































