Calcionews24
·22 aprile 2026
Inchiesta escort Milano, il caso si allarga. 70 giocatori coinvolti: anche di Milan, Inter e Juve. Gli ultimi sviluppi dell’indagine

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Una vasta operazione condotta dalla Procura ha scoperchiato un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione gestito dall’agenzia di eventi “Ma. De. Milano”, con sede logistica a Cinisello Balsamo. L’indagine ha portato agli arresti domiciliari i vertici della società, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, insieme ai loro collaboratori Alessio Salamone e Luan Fraga.
Nel mirino degli inquirenti sono finiti i party esclusivi a cui avrebbero partecipato almeno una settantina di calciatori professionisti, militanti in squadre del calibro di Inter, Milan, Juventus, Verona, Torino, Monza e Sassuolo. È fondamentale sottolineare che gli atleti e i clienti VIP, non avendo commesso alcun reato, non risultano indagati e i loro nomi sono stati coperti da omissis all’interno dell’ordinanza.
Il format proposto ai facoltosi clienti prevedeva un intrattenimento completo: partiva con una cena spettacolo nei ristoranti della “Milano bene” per poi proseguire in discoteca o nel riserbo delle camere d’hotel. Le indicazioni operative intercettate sono chiare: “Li portiamo al Just”, riferendosi al rinomato Just Cavalli, oppure “noi siamo al Me, albergo situato in piazza della Repubblica”.
Oltre alla prostituzione, l’inchiesta ha fatto luce sull’utilizzo del gas esilarante. Da una conversazione tra una giovane e i referenti dell’agenzia emerge una richiesta precisa dalla camera di un noto hotel: “Siamo al Duca, al Me Milan, ci servono palloncini. Sono con…”. La disponibilità dell’organizzazione era immediata: “Ok ti mando qualcuno”.
La rete di clienti non si limitava al calcio, ma si estendeva a facoltosi imprenditori e sportivi internazionali. In un’intercettazione si organizza un appuntamento per un pilota di Formula 1: “Ho un amico pilota di Formula uno che vuole una ragazza a pagamento, riusciamo a trovarla?”. L’interlocutore garantisce: “Gli mando la brasiliana”. Il giro d’affari mosso dall’agenzia era ingente: “Devo capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica”.
All’interno dell’agenzia operavano oltre un centinaio di giovani donne. I vertici trattenevano circa il 50% dei profitti, pagando poi le prestazioni in contanti. Una ragazza spiega così i suoi introiti: “Ho preso il 10% sul tavolo di quel calciatore che ha speso tremila e lo stesso su quello dei giocatori di hockey”.
Tra le carte spuntano anche le spiacevoli conseguenze vissute dalle ragazze. Una giovane, dopo aver trascorso la notte con un noto giocatore di Serie A, contatta preoccupata uno degli organizzatori, il quale le chiede: “Basta recuperare le chat, ma saranno passate più o meno tre settimane. Perché?”. La drammatica confessione chiude il cerchio: “Eh… non lo dire a nessuno… ma ho appena fatto il test e sono incinta, da più di tre settimane… quindi è di…”. Lo riporta Gazzetta.









































