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Calcionews24

·9 maggio 2026

Inchiesta movida e calciatori: bottiglie da 20mila euro e il tariffario “Mafia Show”

Immagine dell'articolo:Inchiesta movida e calciatori: bottiglie da 20mila euro e il tariffario “Mafia Show”

Nuovi dettagli sullo scandalo che scuote il calcio italiano: settanta professionisti coinvolti nelle serate dell’agenzia milanese. La difesa prova a smontare le accuse di sfruttamento

Nuovi, inquietanti dettagli emergono dall’inchiesta condotta dalla Procura di Milano che sta facendo tremare il mondo del pallone. Al centro dell’indagine un’agenzia di eventi milanese, i cui titolari sono attualmente agli arresti domiciliari con accuse pesantissime: associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Secondo quanto riportato dall’edizione milanese di Repubblica, sarebbero almeno settanta i calciatori professionisti identificati come frequentatori delle serate organizzate dall’agenzia, sebbene al momento nessuno degli atleti risulti ufficialmente iscritto nel registro degli indagati.

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Privé di lusso e il “palloncino” durante il lockdown

Le indagini descrivono un sistema collaudato che offriva pacchetti “all inclusive” nei locali più esclusivi della movida. Il servizio comprendeva cene di lusso, escort e, stando alle ricostruzioni, l’uso di sostanze stupefacenti, tra cui l’ormai noto “palloncino”, una sostanza volatile che non lascerebbe tracce nei controlli antidoping. Un giro d’affari che non si sarebbe fermato nemmeno davanti alle restrizioni del lockdown. L’inchiesta è partita nell’estate del 2024, in seguito alla denuncia coraggiosa di una delle giovani donne coinvolte nel circuito.

La strategia della difesa: alcolici, non escort

Per tentare di annullare l’ordinanza di arresto dei gestori, la difesa ha depositato al Tribunale del Riesame una serie di documenti volti a dimostrare che gli enormi flussi di denaro riguardavano esclusivamente il consumo di alcolici pregiati. Tra le prove, figurano intercettazioni relative a debiti contratti da tre calciatori (rispettivamente di Torino, Sassuolo e Verona) per cifre comprese tra i mille e i 3.400 euro. Mentre per l’accusa tali somme sono sproporzionate per una cena e celerebbero il pagamento di prestazioni sessuali, i legali sostengono si tratti del costo di champagne e liquori.

Il tariffario shock e il “Mafia Show”

A supporto di questa tesi è stato presentato il listino prezzi del club: bottiglie di champagne fino a 20mila euro e tequila da 2.400 euro. Tra le voci più controverse spicca il pacchetto “Italian Mafia Show“, un mix di champagne e vodka venduto a oltre 4mila euro. I numeri testimoniano un giro d’affari vertiginoso: solo in tre giorni dello scorso marzo, il privé del locale coinvolto avrebbe incassato ben 86mila euro. Spetterà ora ai giudici stabilire se l’agenzia fosse una copertura per un’attività illecita o se il lusso sfrenato fosse l’unico reale servizio offerto.

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