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Inter News 24

·9 luglio 2026

Inchiesta Rocchi, si va verso l’archiviazione del caso designazioni. I dettagli

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Inchiesta Rocchi, si va verso l’archiviazione del caso designazioni. I dettagli. Segui gli aggiornamenti sui nerazzurri

L’inchiesta sulle presunte designazioni arbitrali combinate sembra muoversi rapidamente verso la totale archiviazione. Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, i magistrati inquirenti hanno condotto un approfondito interrogatorio di oltre cinque ore nei confronti dell’ex designatore della CAN. Al centro degli accertamenti della Procura non ci sono più le questioni logistiche di Lissone, ma il focus si è concentrato esclusivamente sulla regolarità di alcune scelte che avrebbero riguardato direttamente i nerazzurri.

Le partite sotto la lente degli inquirenti

Le indagini si focalizzano in particolare su quattro match specifici disputati dalla società milanese: le sfide contro Bologna e Milan della primavera 2025, la gara Inter-Verona del 3 maggio 2025 e il match Torino-Inter del 26 aprile 2026. Secondo l’ipotesi iniziale dell’accusa, in queste occasioni si sarebbero verificate anomalie nelle scelte dei direttori di gara per favorire la formazione oggi guidata in panchina dall’allenatore Cristian Chivu.


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Tuttavia, l’impianto accusatorio mostra macroscopici elementi di debolezza. La fonte giornalistica evidenzia infatti che nessun dirigente della Beneamata risulta indagato, compreso il referee manager societario che è già stato ascoltato dagli inquirenti in qualità di testimone. Inoltre, i colloqui dell’ex designatore sono avvenuti esclusivamente con i suoi vice, anch’essi risultati totalmente estranei a condotte illecite.

Il funzionamento delle designazioni e le tesi della difesa

Durante l’audizione davanti ai pubblici ministeri, è stato chiarito il funzionamento del meccanismo di scelta dei direttori di gara, definito un vero e proprio “non sistema” volto esclusivamente a tutelare gli arbitri. I casi contestati presentano dinamiche del tutto contraddittorie: per la sfida contro il Verona sarebbe stato scelto un profilo per evitare un fischietto ritenuto sgradito, mentre per la trasferta di Torino la scelta sarebbe ricaduta su un internazionale di prima fascia.

Queste evidenti incongruenze stanno spingendo la magistratura milanese verso la chiusura definitiva del fascicolo. La gestione dei direttori di gara viene quindi ricondotta a una linea di semplice buonsenso, finalizzata a mandare in campo i professionisti nelle migliori condizioni psicologiche e ambientali possibili, escludendo categoricamente l’ipotesi di una frode sportiva legata ai match della squadra di Chivu.

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