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·16 maggio 2026

Inchiesta San Siro, annullato un sequestro di telefoni al centro dell’indagine

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Si complica il quadro giudiziario dell’inchiesta sulla vendita dello stadio di San Siro da parte del Comune di Milano a Inter e Milan. Come riportato dal Corriere della Sera, il Tribunale del Riesame ha annullato il sequestro “intermedio” dei telefoni di alcuni protagonisti dell’operazione, pur confermando quello iniziale e quello più recente, aprendo così nuovi interrogativi giuridici sul trattamento dei dati personali e sui possibili effetti sull’indagine.

L’inchiesta dei pm Paolo Filippini, Mauro Cavalleri e Giovanni Polizzi ruota attorno all’ipotesi di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» nella cessione dell’area di San Siro ai due club milanesi. Al centro della vicenda ci sono le acquisizioni dei contenuti di cellulari e dispositivi elettronici dell’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, Giancarlo Tancredi, dell’avvocata Ada De Cesaris e della funzionaria comunale Patrizia Collarini.


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Secondo quanto ricostruito, il primo sequestro dei telefoni risale al 6 novembre 2024, nell’ambito di un’altra inchiesta urbanistica relativa a un progetto in via Lamarmora. Successivamente, nel giugno 2025, la Guardia di Finanza – impegnata nell’indagine sullo stadio – aveva chiesto di poter utilizzare una copia dei dati acquisiti in quel primo fascicolo, ottenendo il nulla osta del pm Filippini.

Il passaggio contestato riguarda però il cosiddetto “sequestro intermedio”, disposto il 25 febbraio 2026: i pm dell’inchiesta su San Siro avevano infatti selezionato, attraverso parole chiave, messaggi e contenuti ritenuti rilevanti per il fascicolo sullo stadio a partire dalle copie integrali dei telefoni già sequestrati nel 2024. Proprio quei contenuti avrebbero poi costituito la base per il successivo sequestro, eseguito il 31 marzo scorso, dei telefoni di nove indagati nell’inchiesta legata alla cessione dell’impianto.

Il Tribunale del Riesame ha ora accolto i ricorsi presentati dalle difese di De Cesaris, Tancredi e Collarini, annullando il provvedimento intermedio. Una decisione che, in attesa delle motivazioni, potrebbe avere riflessi anche sul sequestro finale dei dispositivi dei nove indagati, dal momento che quest’ultimo si fondava proprio sui dati emersi dal passaggio ora ritenuto non valido.

Secondo la tesi difensiva riportata dal Corriere della Sera, sarebbero transitati da un fascicolo all’altro dati non ancora selezionati e riconducibili alle copie integrali dei dispositivi, con un successivo tentativo di formalizzazione attraverso uno “pseudo-sequestro postumo”. Resta ora da capire se la decisione del Riesame produrrà effetti concreti sull’impianto accusatorio dell’inchiesta relativa alla vendita di San Siro.

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