Calcio e Finanza
·21 febbraio 2026
Infantino al Board of Peace di Trump: il CIO esamina la posizione del presidente della FIFA

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·21 febbraio 2026

La presenza di Gianni Infantino al Board of Peace per Gaza, invitato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è sotto la lente di ingrandimento del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per una eventuale violazione dei termini della carta olimpica, visto che il numero uno della FIFA è un membro del CIO.
Come riporta il quotidiano The Athletic, la conferma di tale posizione da parte del CIO arriva direttamente dal proprio presidente Kirsty Coventry. Infatino, che è sempre più legato a Trump come si è visto sin dall’organizzazione del Mondiale per Club FIFA negli Stati Uniti, ha presenziato giovedì al Board of Peace tenutosi a Washington indossando un capello rosso con la scritta «USA 45-47», riferimento chiaro alle presidenze, non consecutive, di Trump.
In quella occasione, anticipato da Trump, Infantino ha annunciato che la FIFA ha firmato un «accordo di partnership storico» con il Board of Peace per sostenere lo sviluppo delle attività calcistiche nella Striscia di Gaza quando questa sarà ricostruita con una donazione di 75 milioni di dollari. Nel dettaglio, la FIFA ha dichiarato di voler costruire 50 mini-campi da calcio vicino a scuole e aree residenziali a Gaza, cinque campi regolamentari in diversi distretti, un’accademia FIFA all’avanguardia e un nuovo stadio nazionale da 20.000 posti.
«Non ne ero a conoscenza, che avessimo un membro del CIO in prima linea – ha commentato la presidente Coventry durante una conferenza stampa durante le Olimpiadi di Milano-Cortina –. Ora che voi giornalisti ce lo avete segnalato, torneremo a esaminare la questione. La Carta Olimpica è molto chiara su ciò che si aspetta dai suoi membri. Andremo a verificare anche la presunta firma dei documenti». Nel dettaglio, la Carta Olimpica stabilisce che i membri devono agire indipendentemente da interessi politici e commerciali e non possono accettare «da governi, organizzazioni o altre parti alcun mandato o istruzione che possa interferire con la libertà della loro azione e del loro voto». «Dal punto di vista del CIO continueremo a essere politicamente neutrali – ha aggiunto Coventry –. È l’unico modo per garantire equità sul campo di gioco. È ciò che continueremo a fare andando avanti».
Non si tratta della prima presunta violazione dei suoi doveri per Infantino. Visto che a novembre scorso fu accusato di una chiara violazione degli statuti di neutralità della FIFA da Miguel Maduro, ex presidente del Comitato Governance della FIFA, dopo essere apparso favorevole all’agenda politica di Trump, dichiarando durante un discorso a Miami che «dovremmo tutti sostenere ciò che sta facendo». Il mese successivo, FairSquare, organizzazione no-profit e gruppo di advocacy, ha presentato un reclamo ufficiale al Comitato Etico della FIFA, denunciando «ripetute violazioni» del dovere di neutralità politica da parte di Infantino. Tutte e quattro le presunte violazioni indicate da FairSquare riguardavano il rapporto tra Infantino e Trump, inclusa la decisione di assegnargli il FIFA Peace Prize, consegnatogli durante il sorteggio dei gironi per i Mondiali 2026 che si terranno fra USA, Messico e Canada.
Dall’altra parte, infine, Alex Bruesewitz, consigliere del presidente Trump, ha reagito sui social media affermando: «Queste persone sono fuori di testa. Immaginate prendere di mira qualcuno perché sta cercando di aiutare il presidente Trump a portare la PACE nel mondo. Gianni Infantino è il miglior presidente FIFA di sempre, ed è una persona ancora migliore».
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