Calcionews24
·27 luglio 2026
Infantino contro i critici del Mondiale: «Sopraffatti dall’odio, vi siete persi tutto»

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Gianni Infantino torna a parlare della Coppa del Mondo e lo fa con un messaggio molto forte pubblicato sui propri canali social. Il presidente della Fifa ha voluto difendere l’organizzazione del torneo, rispondendo alle critiche ricevute durante la manifestazione e rivendicando il valore sportivo, sociale ed emotivo dell’evento.
Nel suo intervento, Infantino ha sottolineato il potere aggregante del calcio, parlando di famiglie, tifosi, bambini e comunità riunite attorno al Mondiale. Poi ha rivolto un attacco diretto a chi, secondo lui, avrebbe preferito alimentare polemiche invece di vivere lo spettacolo del torneo.
MONDIALE – «A tutti coloro che si sono persi il nostro bellissimo sport, le emozioni, le celebrazioni, le risate, le lacrime, gli inganni e la gioia. A tutti voi che vi siete persi l’occasione di vedere bambini, neonati, nonni e genitori riunirsi per questo splendido evento, chiedo scusa perché le partite sono finite e mi dispiace che vi siate persi tutta quella gioia e quell’unione – si legge nel messaggio del presidente Fifa -. Mi dispiace che siate stati così sopraffatti dall’odio e dalle critiche da perdervi tutto. A coloro che, dietro le loro penne e carte, dietro i loro schermi, diffondono odio e false voci, voglio dire che mentre voi siete seduti in seconda fila, noi della Fifa siamo in prima linea a organizzare, lavorare sodo e offrire il miglior spettacolo del mondo. Mentre voi vi nascondete, noi esploriamo le strade di Canada, Messico e Stati Uniti, parliamo con i fan, interagiamo con le persone e garantiamo la sicurezza di tutti. Mentre voi vi dividete, noi ci uniamo».
Parole nette, con cui Infantino ha rivendicato il lavoro svolto dalla Fifa nelle sedi del torneo tra Canada, Messico e Stati Uniti, mettendo al centro il concetto di unità.
Il presidente della Fifa si è poi soffermato sulla presenza dell’Iran al Mondiale, definendola un esempio concreto del valore del calcio come strumento di dialogo.
IRAN – «Mentre voi seminavate odio, noi lavoravamo instancabilmente per unire due Paesi in guerra – ha proseguito Infantino -. L’Iran è entrato negli Stati Uniti senza incidenti né conflitti. Quando la squadra iraniana ha iniziato a giocare, tutti i cori contro di loro si sono trasformati in un unico inno. I tifosi sono diventati il Paese, sono diventati la squadra e hanno sostenuto il Team Melli. Questo è il potere del calcio. La squadra iraniana ha ottenuto i visti per entrare perché il calcio è sinonimo di pace. Non di politica. Il calcio è sinonimo di unità, non di divisione. Il calcio è più grande dell’odio e della discriminazione».
Infantino ha infine affrontato anche il tema delle polemiche arbitrali e disciplinari, richiamando il caso Balogun e allargando il discorso alle critiche ricevute durante la competizione.
CASO BALOGUN – «In effetti, decisioni arbitrali ‘discutibili’ o provvedimenti disciplinari ‘strani’, come ad esempio cartellini rossi o gialli potenzialmente errati o successive decisioni di non squalificare i giocatori in determinate situazioni, sono prassi comune e ampiamente accettate in alcuni dei campionati più importanti del mondo. Alle penne e alla carta, a tutti gli schermi, possiate voi trovare amore e pace dove le persone alle vostre spalle non sono riuscite a trovarli. Che possiate trovare la pace; noi della Fifa abbiamo trovato la nostra e la diffondiamo offrendo la Coppa del Mondo più straordinaria di sempre. Che il calcio si elevi al di sopra di ogni odio».
Il messaggio del numero uno della Fifa chiude idealmente il Mondiale con una forte rivendicazione del lavoro svolto e del ruolo del calcio come spazio di incontro, oltre le polemiche e le divisioni.
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