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·7 settembre 2026

Infantino non molla la FIFA nonostante la crisi: si ricandiderà per il 2027

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Criticato per aver tentato di aprire la Coppa del Mondo agli investitori privati, Gianni Infantino ha confermato domenica che si ricandiderà per un nuovo mandato alla guida della FIFA nel marzo 2027. Unico candidato dichiarato per la votazione in programma il 18 marzo, il vertice del calcio mondiale resta saldamente al suo posto nonostante le richieste di dimissioni e le pressioni di diverse federazioni o confederazioni che gli hanno revocato il sostegno.

«Il presidente della FIFA ha annunciato ad aprile che si sarebbe candidato alla rielezione nel 2027. Naturalmente, nulla è cambiato. Infantino si ricandiderà», ha affermato domenica un portavoce dell’ente all’agenzia di stampa francese France-Presse, mentre il dirigente si trova in trasferta a Katowice, in Polonia, in occasione del Mondiale femminile Under 20 in programma dal 5 al 27 settembre.


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Da diverse settimane, il mondo del calcio è diviso sulla gestione di Infantino in quanto fu criticato per aver elaborato, senza alcuna consultazione, un progetto per creare una società commerciale, destinata a gestire i ricavi della Coppa del Mondo, aperta per il 20% a investitori privati. L’idea fu ufficializzata a sorpresa dal quotidiano The Times il 28 Luglio 2026, appena una settimana dopo la vittoria della Spagna nella finale della Coppa del Mondo.

Infantino ha presentato la creazione di questa società commerciale, la FIFA Forward Enterprise (FFE), come un modo per «liberare il potenziale commerciale» della sua competizione di punta.

Secondo i suoi detrattori, in primis la UEFA, «si trattava in realtà di un veicolo destinato a consentire a Infantino” e a “una ristretta cerchia di persone vicine» tra cui Joshua Kushner, fratello del genero di Donald Trump, «di acquisire una partecipazione permanente negli asset più preziosi della FIFA e di trarne profitto, a scapito della FIFA stessa, dei suoi membri e degli altri attori della famiglia del calcio».

Travolto dalle critiche, il dirigente italo-svizzero, alla guida della FIFA dal 2016, ha abbandonato il progetto quattro giorni più tardi. Tuttavia, le critiche continuano ad accumularsi: la UEFA, la Confederazione del Nord e Centro America e dei Caraibi (CONCACAF) e la Confederazione asiatica (AFC) hanno preso le distanze da lui in una lettera congiunta inviata all’inizio di agosto alla “famiglia del calcio”.

Sul fronte giudiziario, a fine agosto la UEFA ha inoltre annunciato di stare preparando una denuncia per “diffamazione” contro il numero uno della FIFA. Allo stesso tempo, l’organo di governo del calcio europeo e le sue 55 federazioni affiliate hanno accantonato la minaccia di boicottare le competizioni della FIFA per la stagione in corso.

A ritirare il sostegno nei confronti di Infantino ci sono inoltre diverse federazioni, tra cui Italia, Svezia, Scozia, così come gruppi di tifosi, ex giocatori, e uno dei vicepresidenti del Consiglio della FIFA, Sandor Csanyi. Il francese Kevin Lamour, numero 3 della FIFA, ha lasciato l’incarico dopo aver preso le distanze dal progetto FFE.

Per contro, Gianni Infantino ha ricevuto il sostegno “unanime” della Confederazione africana (CAF, 54 federazioni affiliate) e di una parte della Confederazione sudamericana (Conmebol, 10), oltre a quello di altre federazioni come quella dell’Arabia Saudita, di ex giocatori e di personalità politiche come il presidente americano, con il quale ha mostrato grande sintonia durante i Mondiali della scorsa estate.

Dopo la chiusura delle candidature il 18 novembre, per essere rieletto il prossimo marzo, Infantino avrà bisogno della maggioranza semplice dei voti tra le 211 federazioni affiliate alla FIFA. Aleksander Ceferin, numero uno della UEFA, ha annunciato che non correrà per la presidenza della FIFA ma ha fatto sapere che, se Gianni Infantino confermerà la propria candidatura, «penso che avremo un candidato contro di lui. Non so ancora chi». Secondo diversi organi di stampa, il canadese Victor Montagliani, presidente della CONCACAF, potrebbe scendere in campo.

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