Infantino a sorpresa: «Stop alla Russia nel calcio internazionale? Provvedimento ha creato odio». La risposta dell’Ucraina | OneFootball

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·3 febbraio 2026

Infantino a sorpresa: «Stop alla Russia nel calcio internazionale? Provvedimento ha creato odio». La risposta dell’Ucraina

Immagine dell'articolo:Infantino a sorpresa: «Stop alla Russia nel calcio internazionale? Provvedimento ha creato odio». La risposta dell’Ucraina

Infantino svela: «Stop alla Russia nel calcio internazionale? Provvedimento ha creato odio». La risposta dura dell’Ucraina

Stanno facendo molto discutere le recenti dichiarazioni di Gianni Infantino riguardo a una possibile riammissione della Russia nelle competizioni calcistiche internazionali. Il tema, già delicato sul piano politico e sportivo, è tornato improvvisamente al centro del dibattito dopo le parole del presidente FIFA.

In un’intervista concessa a Sky News, Infantino ha infatti aperto alla possibilità di revocare il divieto imposto nel 2022, quando la Russia venne esclusa dalle competizioni a seguito dell’inizio dell’offensiva militare contro l’Ucraina. Ecco le dichiarazioni di Infantino e la risposta dell’Ucraina:


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PAROLE – «Questo provvedimento ha creato odio, permettere ai ragazzi e alle ragazze della Russia di giocare a calcio in altre parti d’Europa sarebbe d’aiuto. Qualcuno deve mantenere aperti i legami. Provvedimento Israele? Sarebbe una sconfitta. Perché il calcio? Credo che, nel nostro mondo diviso e aggressivo, abbiamo bisogno di occasioni in cui le persone possano incontrarsi e condividere la passione per il calcio»

LA RISPOSTA DELL’UCRAINA – «Permettetemi di ricordare che dall’inizio dell’aggressione su larga scala della Russia – afferma il ministro Bidnyi  – sono stati uccisi più di 650 atleti e allenatori ucraini. Tra loro c’erano 100 calciatori. Perezhogin? Uno studente liceale a Mariupol che stava semplicemente giocando a calcio nello stadio della sua scuola quando un missile russo ha colpito. Senza dimenticare l’ex giocatrice di futsal Viktoriia Kotliarova: Uccisa insieme alla madre durante il bombardamento di Kiev il 29 dicembre 2023»

«La guerra è un crimine, non politica. È la Russia che politicizza lo sport e lo usa per giustificare l’aggressione. Finché i russi continueranno a uccidere gli ucraini e a politicizzare lo sport, la loro bandiera e i loro simboli nazionali non hanno posto tra persone che rispettano valori come giustizia, integrità e fair play».

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