Calcionews24
·13 marzo 2026
Insigne riavvolge il nastro: «12 anni nel Napoli la mia vittoria, in Canada non è andata come volevo! Lui può essere il mio erede»

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Lorenzo Insigne ha riavvolto il nastro della sua carriera. Queste le sue dichiarazioni.
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LA SCELTA «Il problema era la condizione fisica, mi sono allenato da solo per 5-6 mesi e nessuno ha voluto rischiare, li capisco. Ma io sapevo che mi sarebbe bastato poco a ripartire, ci ho sempre creduto».
LA CHIAMATA DI VERRATTI «Mi ha detto: ti aspettiamo fino all’ultimo giorno di mercato. Non hanno messo in discussione la mia condizione e io non ho pensato alla classifica. Altre squadre di B mi hanno cercato, ma in questa categoria sarei venuto solo a Pescara. Ho voluto chiudere il cerchio dopo 14 anni, non è stato un problema inserirmi, ora dobbiamo fare questo miracolo».
CIRO IMMOBILE «Era a Bologna, stava andando a Parigi: se ci salviamo lo aspetto l’anno prossimo. Servirà poco a convincerlo, come hanno fatto con me»
TORONTO «A Toronto, calcisticamente, non è andata come volevo. Pazienza, sono sempre partito da zero. Ma come esperienza di vita è stata fantastica. Siamo tornati e ai miei figli sono mancati tanto gli amici e la scuola di Toronto»
LO SCUDETTO DEL NAPOLI «Lo scudetto l’ho festeggiato in Canada. Mi dispiace non averlo vinto l’anno dei 91 punti con Sarri, quello sì. Di sicuro non sono invidioso: la mia vittoria è stata giocare 12 anni nel Napoli e fare il capitano»
IL NAPOLI DI OGGI «Senza infortuni avrebbe potuto rivincere lo scudetto. Conte è stato bravissimo a tirare fuori il meglio da chi aveva. L’Inter invece ha una rosa ricca e nessun infortunato, come fai a competere?».
LE FERITE MONDIALI «Non vincere quelle due partite mi ha lasciato il segno, sicuramente, e chissà quando il pensiero se ne andrà. Ma mai guardare indietro, stavolta dobbiamo farcela».
GATTUSO «Lo sento quasi tutti i giorni… Io ricordo che non ho mai detto “basta Nazionale”. Lui sa le mie qualità e la mia disponibilità, quindi farà la scelta migliore. Certo, se ci salviamo con il Pescara e faccio il Mondiale, poi posso smettere! Scherzo eh… (ride)».
L’EREDE VERGARA «Penso che abbia tutto per farcela, ha la gamba e regge l’urto. Non lo conosco di persona e non mancherà occasione, peccato si sia fatto male».
IL MIGLIOR ALLENATORE «Zeman, per quanto ha creduto in me. Non smetterò mai di ringraziarlo. Mi è capitato di non sposare al 100% le idee di un allenatore, con lui no».
GLI PIACE IL NUOVO RUOLO DA TREQUARTISTA «Sì, mi risparmia un po’ di fatica in fase difensiva. Però devo dare l’esempio alla squadra: se un giovane vede Insigne che pressa e corre, fa il doppio. Si vede che qualcosa di buono l’ho fatto. È stata una fortuna trovare ragazzi umili e disponibili. Non dovessero imparare tanto, non starebbero in B».
LA SFIDA IN FAMIGLIA CON IL FRATELLO ROBERTO IN AVELLINO-PESCARA «Alla fine l’ho abbracciato, i loro tifosi li contestavano e gli ho dato forza. Al Napoli qualche partita insieme l’avevamo fatta, quando era a Benevento avevamo giocato contro: siamo tornati indietro di qualche anno e ho capito di essere diventato vecchio!».
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