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Inter Milan

·2 ottobre 2026

Inter Campus, quando lo sport incontra la spiritualità

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Spesso, nei nostri viaggi, abbiamo incontrato persone religiose o spirituali. Talora, come in Messico o in Angola, sono nostri partner diretti. Talora sfioriamo soltanto quel mondo vasto, complesso e che sembra così lontano dallo sport, ma solo in apparenza. Un monaco buddista cambogiano che, nella sua veste arancione e con la cesta per le offerte a tracolla si avvicina al campo per sapere chi sono quei bambini vestiti in nerazzurro che giocano e chi sono quegli stranieri che allenano, poi, saputolo, recita una benedizione e se ne va. Le preghiere che spesso i nostri educatori/allenatori dicono prima di cominciare i loro corsi, qualunque sia la loro religione, in Africa o Sudamerica. Il nostro adattare i giorni di attività con il rispetto per i momenti sacri nei diversi Paesi (la domenica per i cristiani, il venerdì per i musulmani, il sabato per gli ebrei), senza contare le innumerevoli volte che siamo stati invitati a partecipare alle festività religiose, in condivisione con i nostri bambini e allenatori. Ricordiamo con affetto le giornate di Ramadan in paesi come Tunisia, Marocco, Iran, Libano, Palestina, dove gli allenamenti venivano fatti più lievi per non pesare sui fisici debilitati dal digiuno diurno, salvo poi partecipare alla festa collettiva alla rottura del digiuno serale a cui eravamo gioiosamente invitati. Un nostro allenatore invece è stato quasi adottato, lui cristiano, da una famigli ebraica che lo ha accolto nella celebrazione dello Shabbat. E quante feste di Natale, Pasqua o ricorrenze varie ci hanno visti condividere tutto con i nostri partner cristiani delle diverse denominazioni, al punto da festeggiare due Pasque in pochi giorni: prima in Italia nella nostra famiglia di origine, poi in Romania sei giorni dopo alla Pasqua ortodossa! Ma a pensarci bene non si tratta solo di feste e ricorrenze tradizionali. Siamo invitati a partecipare perché, appunto, siamo diventati “di famiglia” nei vari Paesi, sempre rispettando le differenze e cercando di adeguarci alle tradizioni locali. Abbiamo avvicinato le nostre anime a quelle dei nostri amici dei vari Paesi, e siamo entrati nel loro mondo, incluso quello spirituale. È pur vero che l’armonia di corpo e spirito, lo sforzo e l’impegno - a volte il sacrificio - per raggiungere un fine, lo spirito di collaborazione e di comunità nella squadra, sono tutti aspetti che avvicinano lo sport e le fedi. E noi, nel nostro piccolo, portiamo avanti anche in questo ambito il nostro lavoro per rendere più felici i bambini, che abbiano o meno una fede religiosa, e qualunque essa sia, tutti capiscono e ricambiano quando li si avvicina con il cuore.

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