Inter Juve sarà un Derby d’Italia particolare, in cui si vincerà anche “sporcandosi” le mani: lo strano dato | OneFootball

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·13 febbraio 2026

Inter Juve sarà un Derby d’Italia particolare, in cui si vincerà anche “sporcandosi” le mani: lo strano dato

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Inter Juve sarà un Derby d’Italia particolare: l’analisi sulle due formazioni e su un dato in particolare in vista del big match di domani sera

Se è vero che i campionati e le grandi sfide si decidono spesso sui dettagli, c’è una statistica che in vista dell’attesissimo Derby d’Italia di San Siro fa sorridere Luciano Spalletti e l’intero popolo bianconero. C’è un territorio in cui la Juventus ha dimostrato di essere assoluta padrona in questa stagione: l’area di rigore nel momento del caos. Parliamo dei gol “sporchi”, quelli nati da mischie, respinte corte dei portieri, tap-in da zero metri e palloni vaganti. In questo fondamentale, che richiede istinto, cattiveria agonistica e la capacità di riempire l’area con tanti uomini, la Vecchia Signora doppia letteralmente i rivali nerazzurri.I numeri parlano chiaro: sono ben otto le reti stagionali della Juventus nate da situazioni di opportunismo puro, contro le sole quattro dell’Inter. Non si tratta di semplice fortuna, ma di un preciso atteggiamento tattico e mentale infuso da Spalletti.

La squadra attacca la porta con ferocia, credendo sempre in una seconda palla o in un errore della retroguardia avversaria. Lo dimostra la varietà degli interpreti andati a segno in questo modo. Basti pensare a Kenan Yildiz, autore di due zampate da rapace assoluto: contro il Cagliari, anticipando tutti dopo una respinta su tiro di Thuram, e contro il Pisa, facendosi trovare pronto a porta vuota su una palla svirgolata da Jonathan David. Ma il fiuto del gol sui rimpalli ha contagiato tutti i reparti. Lo stesso David ha timbrato il cartellino con comodi tap-in in Champions contro il Bodo/Glimt e in campionato contro il Parma, punendo un’incerta respinta di Circati su tiro di Conceiçao. E che dire degli inserimenti letali dei centrocampisti e degli esterni? Weston McKennie, maestro di questi movimenti, ha castigato il Lecce raccogliendo un tiro deviato, mentre Cambiaso ha spiazzato Audero contro la Cremonese su una respinta centrale. Persino in situazioni di flipper totale, come la carambola di Kalulu con Calabresi contro il Pisa, o la girata di Openda in Europa, la Juve ha sempre l’uomo giusto al posto giusto.


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Spostando lo sguardo in casa Inter, il dato si dimezza e, soprattutto, si concentra quasi esclusivamente su un solo uomo: Lautaro Martinez. Il capitano nerazzurro ha firmato tre dei quattro gol “sporchi” della squadra di Chivu (contro Kairat, Genoa e Sassuolo, quest’ultimo con una prodezza balistica dopo un contrasto in rimessa laterale). L’unica eccezione è il tap-in del giovane Esposito contro il Lecce, nato da un’incertezza di Falcone proprio su un tiro del “Toro”. Questo dimostra che, al netto della voracità del suo numero 10, l’Inter nel suo complesso è meno propensa ad attaccare in massa le respinte rispetto alla Juventus.

Domani sera a San Siro, in una partita che si preannuncia tesa, tattica e bloccata, la differenza potrebbe farla proprio un pallone vagante. Spalletti sa che costringere Sommer a parate imperfette tirando da fuori o mettendo cross tesi, per poi avventarsi sulla respinta con i vari Yildiz, David, McKennie o gli esterni a rimorchio, potrebbe essere la chiave di volta per far saltare il banco. La Juventus ha imparato a esaltarsi nel fango dell’area di rigore: ora serve l’ultimo, decisivo graffio per ammutolire Milano.

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