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Marco Alessandri·14 febbraio 2026
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Marco Alessandri·14 febbraio 2026
Il Derby d'Italia è qui e, come spesso accade, può spostare gli equilibri del campionato. Da una parte la corazzata di Chivu, reduce da 11 vittorie nelle ultime 12 di campionato e dal 5-0 di Reggio Emilia contro il Sassuolo.
Dall'altra, una squadra in ripresa, totalmente diversa - e più bella - della prima versione di quest'anno. Spalletti ha portato i singoli a un livello superiore e, come normale che sia, tutto l'insieme ne ha beneficiato. Come in un'orchestra.
Le 1047 panchine dell'ex ct contro le 37 di Chivu, che nonostante ciò oggi guarderà il collega dall'alto. Sul campo, invece, sarà una battaglia fatta di tanti uno contro uno.
Sfida complicata, perché entrambi non hanno vissuto la migliore delle stagioni. Forse meglio Sommer, in ripresa, ma siamo davvero ai punti.
La realtà ci dice che con, ogni probabilità, sia Inter che Juve a giugno cercheranno un nuovo portiere.
Premiamo lo juventino, perché il tedesco dell'Inter ha già mostrato in passato di subire la pressione quando la posta in palio si alza. In più, dalla sua parte agirà Yildiz.
"Pierino" Kalulu, invece, è uno dei giocatori più in forma della Juve, uno di quelli su cui Spalletti punta a occhi chiusu.
Sfida durissima questa, perché mette di fronte due dei migliori difensori a livello mondiale. Sarebbe un confronto pari, ma prendiamo il brasiliano per un motivo chiaro e tondo.
Se non gioca Akanji, Chivu ha De Vrij e Acerbi. Senza Bremer, invece, la Juve perde tantissimo.
Grande stagione quella vissuta dall'inglese, che in pochi mesi ha saputo portare dalla sua tanti giudizi di media e tifosi.
Dall'altra parte, però, c'è il prototipo del difensore moderno. Bastoni è uno dei pochi top player della nostra Nazionale, uno di quelli che ci invidiano le big mondiali. Avercene.
Qua forse troviamo la fascia zero, nel senso che ci aspettiamo molto poco da entrambi. Perché - allora - quell'1% in più all'interista?
Le ultime uscite di Luis Henrique sono state convincenti e con il Sassuolo è anche arrivato il 1º gol in Italia - per altro bellissimo - che potrebbe sbloccarlo a livello mentale. Cambiaso, invece, sembra essere perso.
Anche qui, come nel caso di Bastoni, abbiamo un pilastro dell'Inter di questi anni, che però contro le big ultimamente ha faticato. In più, l'asterisco del rientro dall'infortunio, che potrebbe presentarci un Barella non al 100%.
Nella Juve, invece, ci sarà McKennie, l'uomo del momento. Tanti interisti hanno indicato in lui, e non in Yildiz, il pericolo numero 1 e questo la dice lunga su quanto sia cresciuto l'americano. Giocatore totale, che sta vivendo un momento di forma esaltante.
Il miglior Çalha è di tra i play più forti al mondo. Ma che versione vedremo oggi al Meazza? Come per Barella, l'incognita è la condizione fisica.
Le probabili danno il turco titolare e, quindi, significa che sta bene. Ecco, se gioca come sa, con Locatelli non c'è quasi partita. L'italiano è cresciuto tanto con Spalletti, fino a trasformare i fischi dello Stadium in una standing ovation. Ma Çalhanoglu fa troppe cose di un peso specifico enorme: difende, crea, calcia da fermo, tira. E segna pure, come visto all'andata.
Il discorso del polacco assomiglia un po' a quello fatto per McKennie. Zielinski l'anno scorso era quasi un oggetto misterioso, relegato a cambio in corsa. Oggi, invece, è tornato sui propri livelli migliori. Non era facile non far sentire la mancanza di Çalhanoglu: lui ce l'ha fatta eccome.
Meno convincente Miretti, che pure quando ha giocato ha fatto bene. Senza il forfait di Khéphren Thuram, però, questa gara non la giocherebbe mai, quanto meno non dall'inizio. Dovesse, invece, scendere in campo Koopmeiners, il discorso cambierebbe poco: Zielinski tutta la vita.
Conceiçao ha tutte le caratteristiche per fare male all'Inter, ma Dimarco è Dimarco. La prestazione contro il Sassuolo dell'esterno azzurro ha certificato ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, quanto la sua presenza faccia la differenza in questa Inter. Come Çalha, fa tante cose e le fa tutte bene.
Occhio, però, a Conceiçao: non sta vivendo un gran momento, ma può essere la sua partita.
Senza il fratello Khéphren, la scena dei Thuram se la dovrà prendere tutta Marcus. Anche lui - come Sommer e Luis Henrique - è in crescita, come testimonia la prestazione con il Sassuolo.
E David? Beh, 4 gol nelle ultime 6 uscite in campionato sono un biglietto da visita niente male. Si prevede, però, una partita di sacrificio per il canadese.
Difficilissimo, perché ci sono i volti delle due squadre. Il capitano dell'Inter contro il 10 della Juventus: una sfida dentro la sfida bellissima. Lautaro nei Derby d'Italia ha segnato 4 gol in 21 precedenti e l'ultimo risale a novembre 2023, tanto tempo fa. La sensazione generale, però, è che questa potrebbe essere la sua notte.
Yildiz, invece, l'anno scorso a San Siro visse una notte da sogno, subentrando sul 4-2 per l'Inter e pareggiandola con una doppietta. Da quel momento per il turco è stata un'ascesa continua, premiata con il rinnovo di pochi giorni fa. Chivu gli riserverà un'attenzione maggiore rispetto a quanto fatto da Inzaghi la stagione scorsa. Basterà a fermarlo?
Di Cristian Chivu ci piace tutto: la calma, le dichiarazioni pre e post partita, il non contraddirsi mai. Ma il romeno non è solo questo. In pochi mesi, l'ex tecnico del Parma ha dimostrato di essere un allenatore preparatissimo, pronto eccome a stare sui palcoscenici più prestigiosi. La sua Inter a tratti è una meraviglia e l'aria che si respira ci dice che presto potrebbe prendere il largo sulle inseguitrici.
Spalletti, però, da quando è salito in sella ha dato la conferma di che straordinario tecnico sia. Una Juve in difficoltà su tutti i fronti, senza un filo logico e con tanti singoli in calo, è diventata una squadra unita, con un gioco ritrovato e con aspirazioni chiare. Luciano ha trasformato i bianconeri, tanto che viene da chiedersi dove sarebbe la Juventus se Spalletti avesse preso questa squadra a luglio, invece che a novembre.
📸 MARCO BERTORELLO - AFP or licensors









































